“De Luca è un uomo solo al comando, si ostina a provare a fare tutto da solo”. E’ l’accusa di Severino Nappi, consigliere regionale e coordinatore cittadino della Lega a Napoli, che in una intervista al Riformista annuncia che nelle prossime settimane il partito di Matteo Salvini e i radicali saranno in strada anche nel capoluogo partenopeo per la raccolta delle firme per il referendum sulla giustizia. Nappi attacca anche il Movimento 5 Stelle che fa parte ormai della “maggioranza bulgara” di De Luca “con l’aspirazione neppure nascosta di qualche assessorato”.

Come è iniziato questo secondo mandato di De Luca e come giudica la gestione dell’emergenza Covid?

“Terminata la campagna elettorale, tutte le promesse sbandierate ai quattro venti da De Luca sono letteralmente evaporate. La candidatura per il suo secondo mandato costruita sulla millantata efficienza nella gestione Covid è stata travolta da una gestione dell’emergenza scellerata e cinica. Sarà difficile dimenticare le immagini delle ambulanze in coda all’esterno degli ospedali durante la seconda ondata. In una regione dove le piccole e medie imprese sono in ginocchio e il tasso di occupazione è il più basso a livello europeo, De Luca ha disinvoltamente lasciato la Campania in zona rossa per un periodo di tempo sproporzionato e spesso contraddicendo se stesso. Per non parlare dei danni arrecati alle nuove generazioni, con il triste primato dell’unica regione d’Europa ad aver tenuto chiuse le scuole cosi a lungo. Aggiungiamoci che nulla è stato ancora fatto neppure per sostenere il rilancio della filiera del turismo, che, con enorme difficoltà, prova a ripartire potendo contare solo sulle proprie forze. Insomma, se la Campania oggi è piegata, molta parte della responsabilità dipende dall’immobilismo della Regione”.

A che punto sono i lavori del consiglio regionale? Perché secondo lei si è riunito così poco?

“Purtroppo il Consiglio regionale è imprigionato nell’ideologia patologica che De Luca ha del governo della cosa pubblica: quella dell’uomo solo al comando, lui. In un momento storico in cui il governo è chiamato all’unità nazionale per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica, il presidente della giunta si ostina a provare a fare tutto da solo. Coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ultimo esempio è stato quello della presentazione all’esecutivo del Pnrr regionale, avvenuta senza alcun tipo di confronto con le parti sociali, né tantomeno con un dibattito democratico in Consiglio. Perfino alcuni suoi assessori hanno appreso dalla stampa della pianificazione per la spesa dei fondi europei del Recovery. Perché il Consiglio si è riunito così poco invece lo deve chiedere alla sua maggioranza bulgara, alla quale contribuisce ormai anche il gruppo dei 5s che flirta con De Luca con l’aspirazione ormai neppure nascosta di qualche assessorato, da assommare agli strapuntini già ottenuti in Consiglio. E così soltanto noi della Lega con il centrodestra continuiamo a contrastare la deriva inutile del finto decisionismo deluchiano”.

La Lega viene spesso accusata di essere un partito populista, lei cosa pensa invece del populismo di sinistra, a partire dal consigliere Borrelli?

“La Lega non è un partito populista, ma popolare. E’ il primo partito d’Italia e fonda la sua azione su due valori principali: l’identità e la tutela del territorio. Mi fa ribrezzo invece l’idea di una sinistra che punta il dito contro gli ultimi, i miserabili, i cafoni e persino i delinquenti di mezza tacca, ma poi non ha neppure il coraggio anche solo di fiatare di fronte al colossale sperpero di denaro pubblico che si svolge sotto i suoi occhi strabici. Sono leoni di carta, deboli con i forti e forti con i deboli. Le pagine facebook di certi esponenti politici campani mi ricordano il capolavoro di Ettore Scola “Brutti, sporchi e cattivi” che raccontava magistralmente lo squallore sociale, e anche morale, che purtroppo la povertà può produrre. Peccato che in quel caso si trattava di un’opera artistica che ha segnato la storia della cinematografia italiana. Qui invece siamo soltanto di fronte a dei voyeuristi che sfruttano il degrado per dare un senso alla loro modesta esistenza politica”.

Cosa ne pensa della polemica tra i ristoratori e la carenza di personale attribuita al reddito di cittadinanza?

“Credo sia necessario aiutare gli imprenditori con delle decontribuzioni con l’obiettivo di garantire ai lavoratori, anche stagionali, paghe dignitose e un lavoro stabile. In Campania i centri dell’impiego sono al palo e manca qualsiasi strumento attivo per incrociare domanda e offerta. Le politiche del lavoro non si possono attuare attraverso l’erogazione di meri sussidi clientelari, ma occorre garantire ai cittadini un percorso che consenta loro di accedere stabilmente al lavoro. Ed è inaccettabile che nella Campania che ha fame di lavoro non sia attiva una sola misura di formazione professionale, di sostegno all’occupazione, di tutela dei posti di lavoro. Non solo. Siamo purtroppo l’unica regione che non ha neppure gli strumenti per mettere in campo queste politiche. Pensi che in Consiglio regionale giace una mia proposta di legge per istituire di nuovo l’agenzia del lavoro, che- in tutto il resto d’Italia – è il motore delle politiche pubbliche della formazione e dell’impiego”.

In Campania la Lega sarà in prima linea nella raccolta firme per il referendum sulla giustizia promosso dai radicali?

“Sono molto orgoglioso della scelta che Matteo Salvini e la Lega, insieme ai radicali, hanno compiuto rispetto ad una delle grandi questioni irrisolte del nostro Paese. Sono 30 anni che l’Italia aspetta una riforma della Giustizia, precondizione per eliminare delle storture ormai intrinseche di un certo sistema. Siamo già tutti mobilitati per scrivere finalmente una decisiva pagina di democrazia dopo tanto buio politico. Saremo in strada, con i nostri gazebo, per spiegare ai cittadini che questa è davvero una battaglia di civiltà. E scenderemo in piazza a Roma il 19 giugno per presentare la campagna referendaria a tutti gli italiani. La Lega, a differenza di tanti altri, ci mette la faccia”.

Con Giorgetti ministro la Lega sta continuando un processo di avvicinamento a posizioni moderate?

“La Lega dà voce all’Italia che lavora, che vuole ripartire e soprattutto che vuole crescere. Non parlerei di posizioni moderate, ma di rappresentanza politica. Noi siamo portavoce dell’italiano che la mattina si alza per andare a lavorare, del ristoratore che ha voglia di ripartire, dell’imprenditore che chiede una decontribuzione per fare nuove assunzioni, del giovane che vuole costruire il proprio futuro possibilmente a casa sua, dell’anziano che, dopo una vita di sacrifici, ha diritto ad uscire di casa in sicurezza e di avere una sanità e servizi dignitosi. Se per moderato lei intende questo, noi lo siamo, orgogliosi di esserlo”.

Quali sono le vostre proposte in consiglio regionale?

“Noi della Lega siamo il gruppo più produttivo in Consiglio regionale. Abbiamo depositato il numero più alto di proposte di legge e di interrogazioni. Da soli raggiungiamo quasi il 30 per cento dell’attività di tutto il consiglio con proposte che vanno dal lavoro, alla tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico culturale, passando per la rigenerazione urbana. Continueremo su questa strada per mettere in campo tutte le nostre energie a favore dei cittadini campani. Siamo stati eletti per questo, non per fare le dirette facebook il venerdì”.

Esperto di social media, mi occupo da anni di costruzione di web tv e produzione di format