“C’è bisogno di un focus sull’infanzia, voglio portare all’attenzione del Governo le esigenze dei bambini”: a prometterlo è Paolo Siani, medico e deputato del Partito democratico (nella foto, ndr). In un breve video pubblicato sul suo profilo Facebook, Siani ha voluto tranquillizzare i bambini e gli adolescenti annunciando che c’è un tavolo di lavoro che si sta occupando delle loro necessità, ora che le misure anticovid-19 impongono di restare in casa. “Dobbiamo mettere in rete tutte le associazioni che si occupano di infanzia – spiega al Riformista – capire quali sono le priorità dei bambini e delle famiglie partendo dal presupposto che in Italia, soprattutto al Sud, abbiamo moltissime persone in difficoltà economica”. La sua idea è infatti quella di creare un apparato di supporto alle famiglie in difficoltà che non venga meno una volta finita l’emergenza Coronavirus.

Il suo intervento arriva dopo la circolare emanata dal Viminale nella quale si evinceva che “è consentito a un solo genitore per volta di uscire con il figlio per una passeggiata nei pressi della propria abitazione”. Siani ha chiarito che il suo intervento non era a favore della passeggiata genitore-figlio: “Quando lo stato di massima emergenza sarà terminato, i bambini dovranno avere la priorità su tutto – aggiunge – Quando ci sarà la possibilità di allargare le maglie della quarantena, i bambini saranno i primi a dover uscire dalle loro abitazioni. Per adesso sono pienamente d’accordo con le misure restrittive adottate dal presidente della Regione Vincenzo De Luca”.

La circolare del Viminale infatti ha diviso tra “possibilisti” e “irremovibili” i sindaci italiani e così, se il primo cittadino di Milano Beppe Sala si è detto disponibile a “rivedere i provvedimenti emergenziali che sembravano vietare ai bambini anche una passeggiata di mezz’ora”, di tutt’altro avviso era ed è rimasto il governatore campano De Luca. Il presidente della Regione ha sottolineato immediatamente che in Campania, nonostante il via libera del Viminale, “rimane in vigore l’ordinanza regionale, derivata da motivi di tutela sanitaria, la cui competenza è esclusivamente regionale”.  Insomma, qui nulla è cambiato. Niente jogging e niente passeggiate all’aperto con i bambini.

“Si rischia, per una settimana di rilassamento anticipato, di provocare una impennata del contagio e si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia sia ormai alle nostre spalle”, ha concluso De Luca spiegando anche l’impossibilità da parte delle autorità competenti di vigilare sul rispetto delle misure anticovid-19 nel caso in cui per strada si fossero incontrate centinaia di genitori con figli al seguito. Intanto, mentre la bufera si abbatte sul Viminale, accusato di essere poco chiaro nella spiegazione delle nuove regole, sull’onda del governatore campano arrivano i “no” anche dalla Brianza, dove il Sindaco di Covengano non ha autorizzato le passeggiate. Anche i primi cittadini del Bergamasco non intendono concedere uscite ai cittadini.

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana rifiuta la circolare e annuncia multe per coloro che dovessero essere sorpresi a passeggiare con i propri figli. In mattinata anche il governatore della Sicilia Nello Musumeci ha ribadito che sull’isola non si torna indietro. “No alle passeggiate” anche da Bari. Intanto il viceministro dell’Interno Vito Crimi ha cercato di spiegare i motivi della circolare. “Nessun allentamento dei controlli – ha fatto sapere – ma i bambini di due o tre anni non possono essere vittime di questo isolamento”.