Politica
Socialisti, nasce Riformisti per l’Italia: “Laboratorio aperto” senza nostalgia
Presidente è Alessandro Colucci di Noi Moderati, vice Daniele Cantore di FI, tesoriere Fabrizio Garavaglia
Riformisti diventa un marchio. Il nome di un nuovo soggetto che – pur non essendo un partito, semmai un’area trasversale – punta a incidere sui tavoli della politica partendo dal recupero del rapporto di prossimità, città per città. Sotto questo auspicio è stata presentata ieri alla Camera dei Deputati “Riformisti x l’Italia”, associazione apartitica e trasversale che vuole riportare al centro del dibattito pubblico il patrimonio culturale, valoriale e politico del riformismo italiano, attualizzandolo alle sfide del nostro tempo.
“Riformisti per l’Italia vuole essere un laboratorio di idee, un luogo di ragionamento e di pensiero che si ispira alla cultura riformista e liberalsocialista”, ha detto nella conferenza stampa di presentazione Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati e presidente dell’associazione. «La nostra – ha aggiunto – non è un’operazione nostalgia: vogliamo recuperare e rilanciare quella storia per la capacità del riformismo di trovare soluzioni concrete ai problemi reali, elaborando proposte politiche serie e credibili. E vogliamo farlo partendo dal basso, dai territori. Per questo ‘Riformisti x l’Italia’ sarà Riformisti per Milano, per Roma, per Torino, per Napoli.
L’ambizione è quella di unire amministratori, professionisti, studiosi, rappresentanti del mondo del lavoro e dell’associazionismo, intellettuali, imprenditori che si riconoscono nella cultura riformista e liberalsocialista, che credono nel riformismo come antidoto alle derive populiste ed estremiste e che sono disposti a mettersi in gioco per costruire insieme un futuro migliore». Fabrizio Garavaglia, tra i fondatori dell’associazione, di cui è tesoriere, ha sottolineato che «Riformisti per l’Italia non vuole essere un nuovo piccolo movimento attorno alla cultura socialista e riformista, quello che ci interessa è invece recuperare valori e idee del riformismo e del liberalsocialismo, ricordando le grandi battaglie per la crescita e per la democrazia che hanno portato avanti nel corso del Novecento».
Per il vicepresidente Daniele Cantore, già presidente dei giovani del PSI, poi dirigente di Forza Italia e per due volte capogruppo azzurro a Torino, «l’importanza di questa associazione sta nel messaggio socialista, liberale e riformista che manda a tutti i riformisti, ovunque siano collocati, non per ricordare i tempi passati ma per guardare avanti e offrire prospettive». Guardare avanti, consapevoli della storia. Tasto sul quale ha battuto con una articolata relazione storica Fabrizio Cicchitto, che ha analizzato le ragioni per le quali i riformisti hanno visto sciogliere il Psi e precisato in conclusione: «Noi con il Campo largo non abbiamo nulla a che fare e non vogliamo avere nulla a che fare, fare, perché è incompatibile con la tradizione del socialismo riformista. Tanto più nella consapevolezza che siamo ingaggiati in una partita di carattere internazionale assolutamente imprevedibile anche per le ricadute che può avere sul sistema politico del nostro Paese».
© Riproduzione riservata






