“Oltre 250mila casi Covid in 24 ore. È il nuovo record di contagi a livello mondiale in un solo giorno. Questo ci dice che siamo nel pieno della battaglia. È fondamentale continuare a tenere comportamenti corretti: uso della mascherina, distanziamento di almeno un metro e lavaggio frequente delle mani”. Lo ha scritto su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“L’Italia è fuori dalla tempesta ma non è ancora in un porto sicuro e dovremo abituarci a convivere con nuovi focolai costantemente controllati dalle Asl. Lo stato di emergenza fino a dicembre? Decideremo con il Parlamento”. Aveva detto Speranza in una intervista a Messaggero e Mattino. Per quanto riguarda lo stato di emergenza il ministro ha chiarito come “credo sia giusto che di questa materia si discuta serenamente tra governo e Parlamento individuando la modalità migliore per gestirla. La decisione non è ancora assunta. Si tratta di valutare quali funzioni straordinarie siano indispensabili sul piano giuridico per la gestione dell’emergenza. A breve bisognerà acquistare banchi per la scuola e i test sierologici. Come si gestisce questa partita? La riposta dovrà arrivare attraverso un confronto aperto in Parlamento”.

“La chiusura delle scuole – ha continuato quindi il ministro – è stata la misura più dolorosa ma necessaria. Ora dobbiamo riaprire in sicurezza. Servono nuove risorse e investimenti a partire dal personale. Ci siamo impegnati a stanziare un altro miliardo. Un obiettivo fondamentale è costruire una nuova relazione organica tra scuola e sanità”.

Quindi Speranza ha affrontato il tema delle risorse della sanità: “Sto lavorando – fa sapere – a un grande piano di investimenti per il Ssn. È giusto discutere in parlamento sul Mes senza battaglie ideologiche. Se possono arrivare ingenti risorse a un basso tasso di interesse sarebbe un peccato sprecare questa occasione”. E quindi ha affrontato il caso specifico del Meridione: “Il Sud è quello che ha pagato di più la lunga stagione dei tagli alla spesa sanitaria. Oggi occorre voltare pagina. In 5 mesi abbiamo impegnato più risorse che negli ultimi 5 anni. Con il Decreto Rilancio, appena convertito in Legge, abbiamo messo nel piatto 3,25 miliardi. Nell’ultima legge di Bilancio 2 mld e altri 1,5 nel Decreto marzo. Per me è solo il punto di partenza. Dentro questo sforzo si colloca la grande questione della sanità del Sud“.