E’ stato definito il peggior disastro ecologico marino quello che sta accadendo da mercoledì nello Sri Lanka. Una portacontainer di sostante chimiche sta affondando nel mare. La nave è lunga 186 metri e ha lasciato il porto di Hazira, in India il 15 maggio. A bordo c’erano 1.486 container carichi di acido nitrico, prodotti chimici, plastica e cosmetici. I 25 membri dell’equipaggio della nave sono stati evacuati la scorsa settimana. Due hanno riportato ferite lievi. E’ la nave registrata a Singapore con il nome MV X-Press Pearl che, dopo un incendio a bordo, sta affondando a largo del porto principale di Colombo. Ora a preoccupare è la probabile fuoriuscita di petrolio all’interno dei serbatoi.

La MV X-Press Pearl ha iniziato ad affondare mercoledì, il giorno dopo che le autorità locali hanno spento un incendio che divampava sulla nave da 12 giorni. Sono stati inutili tutti gli sforzi delle autorità locali per cercare di spostare la nave il più possibile dalla costa. I tentativi sono stati interrotti solo quando la poppa della nave è affondata completamente e ora è appoggiata sul fondo marino.

Il disastro è già avvenuto. La maggior parte del carico della nave, che includeva 25 tonnellate di acido nitrico e altre sostanze chimiche sono state distrutte nell’incendio. Dalle immagini che in pochissimo tempo hanno fatto il giro del mondo, si vedono grandi quantità di pellet di plastica nel mare e tutti i gruppi ambientalisti e non solo sono anche preoccupati dalla probabile fuoriuscita di petrolio dai serbatoi del carburante possano fuoriuscire.

Charith Jayaratna, country manager dell’organizzazione di volontariato The Mighty Roar, ha dichiarato a Sky News che la situazione sulla costa è disastrosa “questo può essere definito come il peggior disastro ecologico marino mai accaduto in Sri Lanka “, ha detto davanti alle telecamere. “La nave trasportava 78 tonnellate di pellet di plastica e tantissime sostanze chimiche dannose per la natura. Il governo ha dato il permesso a questa nave di entrare nella nostra zona marittima. È una tragedia che ha ucciso tanta vita marina in Sri Lanka“.

Inoltre, Jayaratna aveva appena concluso il progetto di conservazione delle tartarughe che aveva portato alla liberazione di ore 10mila cuccioli di tartarughe nel mare. Molte di queste sono ritornate sulla riva prive di vita. Ha aggiunto che il disastro ha ucciso anche molti altri pesci e creature marine, i cui corpi sono stati ritrovati sulla spiaggia. “Faccio volontariato da sette anni e non ho visto una tale tragedia, una tale quantità di palline di plastica sulla spiaggia“, ha aggiunto l’ambientalista. “I pesci e la vita marina mangiano la plastica e pongono fine alla loro vita. Dobbiamo fermare queste attività irresponsabili in tutto il mondo“.

A seguito del disastro, il governo ha vietato la pesca lungo circa 50 miglia di costa. L’azienda cinese ha confermato che a bordo della nave c’erano degli esperti di salvataggio. Il loro compito era quello di monitorare le condizioni della nave e la fuoriuscita di petrolio a seguito dell’affondamento.

L’ambientalista Ajantha Perera ha parlato alla BBC  “con tutte le merci pericolose, l’acido nitrico e tutte le altre cose come il petrolio nella nave, se sta affondando, distruggeranno praticamente l’intero fondo del mare“.

Si sta ancora indagando sulle motivazioni dell’incendio. I funzionali locali ritengono che la causa sia stata la fuoriuscita di acido nitrico di cui l’equipaggio a bordo era a conoscenza già da maggio. L’acido è altamente corrosivo e può essere utilizzato nella produzione di fertilizzanti ed esplosivi. I proprietari della nave hanno confermato che l’equipaggio era a conoscenza della perdita, ma hanno detto che gli è stato negato il permesso sia dal Qatar che dall’India di lasciare la nave all’interno delle loro acque già prima che scoppiasse l’incendio. Un tribunale dello Sri Lanka ha emesso un’ordinanza che impedisce al capitano, al capo ingegnere e all’ingegnere addizionale di lasciare il paese.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia