“Razzista, stupratore”. Questa la scritta che è comparsa ieri sera sul piedistallo della statua che raffigura Indro Montanelli a Milano. Il monumento si trova nei giardini che portano il nome del giornalista nella zona di Porta Venezia. La statua è stata anche imbrattata con della vernice rossa. Si riapre così la questione che aveva tenuto banco nei giorni scorsi.

Dopo il caso George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis, Stati Uniti, lo scorso 25 maggio, si sono scatenate violente proteste mosse dalla causa anti-razzista. In molti Paesi sono state abbattute o vandalizzate statue che raffiguravano personaggi tacciati di essere razzisti, imperialisti, colonialisti.

Il caso Montanelli, e della rimozione del monumento chiesta dall’associazione dei Sentinelli, era stato già sollevato l’anno scorso, in occasione della festa della donna dell’8 marzo in quanto il giornalista, durante la campagna di Etiopia, aveva avuto una relazione di madamato con una 12enne eritrea.

Sul caso verificatosi ieri sta indagando la Digos. I giardini sono stati dedicati al giornalista nel 2002 e la statua inaugurata nel 2006. Attorno alla statua si è accesa subito un’aspra diatriba politica. “Proprio non ci siamo. L’odio, la cattiveria e l’astio sono sempre più dominanti sul confronto civile e democratico. C’è da preoccuparsi seriamente”, ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. In corso le operazioni di pulizia del monumento. Il gesto è stato rivendicato un collettivo studentesco di Milano con dei post sui social.