Come è già avvenuto in altri paesi europei, anche l’Italia si sta organizzando per la terza dose di vaccino. Come si procederà? Chi dovrà riceverla? Quale vaccino sarà inoculato? Ma soprattutto, chi ha ricevuto il monodose Jhonson, dovrà fare la seconda dose? Il Riformista ha chiesto a Nicola Coppola, docente di Malattie Infettive dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, di rispondere alle domande più frequenti che i cittadini si stanno ponendo sul tema.

Quale vaccino sarà usato per la terza dose?

L’Italia, come gli altri paesi occidentali, si è orientato ad utilizzare prevalentemente se non esclusivamente vaccini ad mRNA (Pfizer e Moderna), piuttosto che quelli a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson, o altri in sperimentazioni come Reithera). Questo significa che la terza dose sarà prevedibilmente solo con vaccini ad mRNA.

Si inizia dagli immunodepressi poi via via toccherà a tutti?

Iniziamo con le persone che per co-patologie hanno prevedibilmente una minore risposta alla vaccinazione, i soggetti con patologia immunosoppressiva congenita, i trapiantati, i pazienti con AIDS etc. Come per altri vaccini, questi soggetti presentano una minore, più debole e meno duratura risposta al vaccino anti SARS-CoV-2. Pertanto, con una terza dose stimoleremo una più robusta risposta in soggetti che più frequentemente presentano patologia severa da COVID-19.

Perchè è necessario fare la terza dose del vaccino?

Recenti studi evidenziano che dopo il sesto mese dal completamento del ciclo vaccinale, la produzione anticorpale anti-SARS-CoV-2 si riduce. Questo non significa che non vi sia risposta in caso di infezione, ma la ulteriore evidenza che la protezione dei soggetti vaccinati alle forme severe da variante delta è dell’80% dopo due dosi di vaccino Pfizer e del 95% dopo tre dosi ha fatto decidere di programmare poi la terza dose negli altri soggetti a rischio e poi, se i dati su efficacia e sicurezza lo confermeranno, a tutta la popolazione. Dopo gli immunodepressi, quindi, toccherà alle categorie di persone più esposte, il personale sanitario, e alle persone più predisposte alle forme gravi di COVID-19, i grandi anziani. Dopo queste prime tre categorie di soggetti, verosimilmente si passerà a tutti gli altri pazienti con co-patologia (soggetti con patologia cardiaca, polmonare, epatica, renale cronica, etc), i cosidetti fragili che in caso di infezione hanno maggior rischio di patologia severa.

Quando sarà inoculata la terza dose?

La terza dose verrà programmata secondo il programma descritto precedentemente. In ogni caso mai prima di 2 mesi dalla seconda dose. La titolazione degli anticorpi anti-spike non rientra tra le indagini necessarie da fare. Questo perché avere pochi anticorpi non significa necessariamente essere esposti al virus: infatti, la produzione degli anticorpi è espressione della immunità anticorpale, ma esiste anche l’immunità cellulo-mediata, per studiare la quale non abbiamo test a disposizione similari. Inoltre, non ci sono, ad oggi studi, che evidenziano una soglia minima di anticorpi protettivi. Pertanto la scelta della terza dose non dipenderà dal titolo anticorpale.

Chi ha avuto il Covid dovrà avere la terza dose? Con quale tempistica?

Pochi sono i dati sull’argomento. In ogni caso per verosomiglianza a quanto noto per la vaccinazione, verosimilmente una ulteriore dose verrà effettuata anche nei soggetti che hanno avuto il COVID: sarà la terza dose se la prima dose era stata effettuata dopo il sesto mese della positività, sarà seconda dose se la prima era stata effettuata entro il sesto mese.

Quali sono gli effetti collaterali della terza dose? Saranno ancora più acuti rispetto alla seconda?

I dati provenienti dall’esperienza soprattutto in Israele dimostrano che gli effetti collaterali sono simili per incidenza e gravità a quelli delle dosi precedenti.

La terza dose del vaccino può far scatenare maggiormente gli effetti collaterali rispetto alle altre due dosi? C’è maggior rischio di trombosi?

La trombosi è un effetto collaterale associato ai vaccini a vettore virale ed è più frequente nella prima dose; si presuppone quindi che non sia la trombosi un effetto collaterale della terza dose.

Anche i ragazzi dovranno avere la terza dose?

I ragazzi hanno normalmente una ottima risposta ai vaccini, a differenza degli anziani e degli immunodepressi. Al momento quindi non abbiamo dati sulla necessità della terza dose in questa categoria di soggetti, fatta eccezione per i ragazzi con immunodepressione.

La terza dose sarà dello stesso vaccino avuto nelle prime due o può essere differente?

La terza dose può essere differente tranquillamente effettuata con vaccino diverso senza rischi. I dati sulla discordanza di tipo di vaccino (mRNA e vettore virale) tra prima e seconda dose, anzi, dimostrano che usare tipi diversi di vaccini si associa ad una migliore risposta alla vaccinazione.

Anche le donne incinta e allattamento potranno avere la terza dose?

Pur non avendo a disposizione dati in letteratura su questa categoria, la più alta prevalenza di forme gravi in corso di gravidanza, specie nell’ultimo trimestre, fa supporre che verrà data via libera alla terza dose anche in questa categoria.

Dopo aver inoculato la terza dose, ci saranno differenze per il green pass?

Ad oggi il green pass dura 12 mesi dopo infezione da SARS-CoV-2 o seconda dose di vaccino. Lo stesso varrà dopo la terza dose.

Chi ha avuto il monodose Jhonson dovrà fare una seconda dose di vaccino?

Chi ha avuto una dose di Johnson & Johnson è paragonabile ad un soggetto vaccinato con 2 dosi di altro vaccino. Pertanto avrà una terza dose, quasi sicuramente con vaccino ad mRNA.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.