Terza dose del vaccino a distanza di 5 mesi dal completamento del primo ciclo. E’ quanto annuncia Roberto Speranza, ministro della Salute, dopo aver ricevuto l’ultimo parere dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco. Il governo decide così di anticipare la terza dose di un mese. Inizialmente, infatti, l’indicazione per il richiamo ‘booster’ era per tutti coloro che avevano ricevuto l’ultima dose sei mesi prima.

Nella circolare del ministero pubblicata in serata si legge: “L’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose ‘booster‘ (di richiamo) con vaccino a m-RNA, alle categorie per cui è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati, è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”.

“Vacciniamoci tutti per essere più forti” ha poi auspicato Speranza che per ora no ha accolto l’appello del governatore campano Vincenzo De Luca che da giorni chiede l’obbligatorietà della terza dose per i sanitari, il personale scolastico e per i dipendenti pubblici. “Io continuo a ripetere che una settimana perduta significano altre migliaia di contagi che noi dobbiamo registrare. Mi auguro – conclude De Luca – che il Governo vada avanti ad horas, non a settimane perché non abbiamo tempo da perdere, per il resto vedremo come evolve la situazione, la seguiremo quotidianamente”.

Anche dal governatore della Liguria Giovanni Toti arrivano proposte relative all’obbligatorietà: “Bene che il governo abbia già deciso di anticipare la Terza dose a cinque mesi dall’ultima vaccinazione. Occorre anche renderla obbligatoria per sanitari e Rsa e aumentare i controlli alle frontiere con i Paesi a maggiore circolazione. Mi auguro che il governo adotti, entro le prossime ore, tutte queste misure”.  Poi la richiesta di garanzia per chi decide di vaccinarsi: “Ho appena chiesto al governo, e con me la stragrande maggioranza dei presidenti, di garantire a chi si è vaccinato e corre molti meno rischi la certezza che non ci saranno nuove limitazioni- ribadisce il governatore- per questo occorre diversificare le attività possibili a seconda che un cittadino abbia Green pass da vaccino o da tampone. È, infatti, provato che a riempire i nostri ospedali e le nostre terapie intensive sono per la stragrande maggioranza persone non vaccinate”.

Regioni che, nel corso dell’incontro con i rappresentanti dell’esecutivo a palazzo Chigi, hanno chiesto meno restrizioni per i vaccinati. Durante la riunione, cui hanno partecipato i ministri degli Affari Regionali e della Salute, Maria Stella Gelmini e Roberto Speranza e il sottosegretario Roberto Garofoli con tutti i presidenti di Regione in videoconferenza, l’esecutivo avrebbe ascoltato la posizione espressa dai governatori. Per quest’ultimi sarebbe ingiusto far ricadere le possibili restrizioni sulle categorie economiche soprattutto alla vigilia della stagione natalizia. Tutti i governatori avrebbero inoltre chiesto di accelerare sulla terza dose e qualcuno ha chiesto di allargarla al di sotto degli over 40.

La quarta ondata è in corso e l’obiettivo è quello di evitare il congestionamento degli ospedali. “Il rischio è che le terapie intensive si saturino nell’arco di un mese” dichiara è Antonino Giarratano, presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti). “Il raggiungimento dei 10mila nuovi casi di persone contagiate dal Covid.19, con un +95% di ricoveri ed un +8% di presenze in terapie intensive sono segnali sempre più gravi e importanti che indicano ormai che siamo all’interno della quarta ondata della pandemia da SarsCoV2. Con queste cifre – spiega Giarratano – e con questa tendenza preoccupante, che cade nel periodo autunnale e invernale in cui le aree critiche sono già sotto pressione, nel giro di un mese il sistema ospedaliero delle terapie intensive rischia pericolosamente l’intasamento”.

 

Redazione