Le armi nucleari non si utilizzano dalla seconda guerra mondiale. Nelle ultime ore, tuttavia, il presidente russo Vladimir Putin e il fido alleato bielorusso Alexander Lukashenko sono ritornati a parlare di nucleare per rispondere alle parole della Nato e, soprattutto, del presidente americano Joe Biden sull’eventualità di una terza guerra mondiale nel caso in cui la Russia non accetti le sanzioni comminate dopo l’invasione in Ucraina.

“Iniziare una terza guerra mondiale, entrare in guerra con la Russia, fisicamente. Oppure assicurarsi che un Paese che agisce in modo così contrario al diritto internazionale paghi un prezzo per averlo fatto” aveva detto ieri Biden, aprendo per primo il discorso di una nuova guerra mondiale.

Non si è lasciata attendere la risposta, si spera provocatoria (per coprire la fallimentare, la momento, invasione ucraina), del presidente russo che nelle scorse ore ha ordinato l’allerta del sistema difensivo russo che include una componente nucleare. “Ordino al ministro della Difesa e al capo di stato maggiore – ha detto il presidente russo in una conferenza stampa– di mettere in allerta speciale le forze di deterrenza dell’esercito russo, in risposta alle dichiarazioni aggressive dell’Occidente”.

Allerta che scatta perché “come vedete i paesi occidentali hanno intrapreso azioni ostili nei confronti del nostro paese”, spiega Putin, e “i funzionari più elevati dei paesi più importanti della Nato si sono espressi in modo molto aggressivo, ostile, nei confronti del nostro paese”. Azioni ostili “a livello economico” chiarisce “mi riferisco a sanzioni illegittime comminate al nostro paese”. Oltre alle sanzioni, Putin potrebbe non aver ‘gradito’ l’arrivo di armi e munizioni da parte dei Paesi Occidentali nei confronti dell’Ucraina.

In precedenza l’alleato Lukashenko aveva usato parole durissime, a 18 ore di distanza dalle due opzioni indicate da Biden. Le sanzioni contro la Russia sono “peggio di una guerra. La Russia viene spinta verso una terza guerra mondiale. In una situazione come questa dovremmo essere consapevoli che ci sono tali sanzioni. Si parla tanto di settore bancario, gas, petrolio, Swift. E’ peggio della guerra. La Russia viene spinta verso una terza guerra mondiale. Dovremmo essere molto riservati e stare alla larga da essa. Perché la guerra nucleare è la fine di tutto”.

Poi per rincarare la dose ha aggiunto: “Se fosse necessario schierare armi nucleari, potremmo farlo con l’attuale Costituzione – ha detto Lukashenko – Non ci sono ostacoli per noi in questo senso. Se gli Stati Uniti o la Francia, che è anche una potenza nucleare, inviassero armi nucleari in Polonia o in Lituania vicino ai nostri confini, non sarei in grado di fare lo stesso da solo. Non ho armi del genere. Ma dirò al presidente russo Vladimir Putin che mi piacerebbe riavere le armi nucleari che ho accettato di cedere senza alcuna precondizione”.

Immediata la controreplica degli Usa. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha commentato l’ordine di Putin come “minacce costruite” dal Cremlino. “Putin sta fabbricando minacce che non esistono per giustificare un’ulteriore aggressione”, ha detto Psaki ad Abc.

“Un eventuale dispiegamento delle armi nucleari da parte della Russia sarebbe una catastrofe per il mondo” ha sottolineato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. “Se Putin dà ordine di allertare le armi nucleari, allora il mio messaggio è questo: sarà una catastrofe per il mondo”, ha detto Kuleba rispondendo ai giornalisti.

Nei giorni scorsi, di fronte alle minacce di Putin, anche sulle armi nucleari, il ministro degli Esteri francese, Jean Yves Le Drian ha ricordato che anche la Nato è in grado di dare prova di deterrenza su questo punto. “Cerca di spaventare, esibisce i muscoli, ma sa benissimo che l’Alleanza Atlantica è anche un’alleanza nucleare“, ha affermato su France Inter. “Sono parole dette per spaventare ma conosce molto bene gli equilibri di potere. Quando il presidente Putin dice di avere armi importanti, gli viene risposto ‘anche noi’, molto semplicemente”, assicura il ministro.

Secondo Maurizio Martellini, fisico nucleare e segretario generale della Fondazione che si occupa di disarmo nucleare ‘Alessandro Volta’, Putin risponde con la minaccia nucleare all’accerchiamento economico. Raggiunto da La Presse, l’esperto spiega che anche dall’altra parte, e cioè l’Europa, si dovrà aumentare il livello di allerta nucleare. “Quello che sta dicendo Putin è che l’isolamento economico” messo in campo contro la Russia “viene considerato al pari di un allarme nucleare o a una situazione di attacco nucleare”.

“Sta contrapponendo l’isolamento alla minaccia nucleare. Una specie di legge del taglione: sta paragonando lo strangolamento economico-finanziario a una minaccia di attacco nucleare, ma è un ragionamento che è completamente asimettrico e che risponde a logiche e strategie diverse”.

Secondo Martellini,  “il punto è che se Putin ritorna in patria senza aver annientato l’Ucraina non avrà scampo”, sarebbe un fallimento. “Quindi Putin non ritornerà indietro perché se no sarebbe un fallimento; ha due possibilità: aumentare la pressione oppure trovare un compromesso per salvare la faccia”.

Dura anche la condanna della Nato. Il presidente russo, Vladimir Putin, sta utilizzando una retorica “pericolosa e irresponsabile” con l’ordine di assetto speciale di combattimento alle forze di deterrenza russe, fa sapere il generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, in una intervista all’emittente televisiva statunitense “Cnn”. “Questa guerra è responsabilità di Vladimir Putin”, ribadendo che se “un alleato della Nato viene attaccato noi lo difendiamo”.

 

Redazione