I Dem tentennano ma i riformisti spingono
Tra i 29 miliardi di scostamento e il nodo ddl antisemitismo: le sfide di governo e Pd verso la manovra
L’approvazione del decreto legge sull’antisemitismo slitta alla prima settimana di novembre e il Senato approva lo scostamento di bilancio. Il testo, secondo quanto si apprende dalla maggioranza, molto probabilmente verrà approvato così com’è, ma il centrodestra starebbe aspettando che all’interno del Partito democratico si trovi una quadra. Non è un mistero, infatti, che Graziano Delrio, primo firmatario del ddl antisemitismo col sostengo di Simona Malpezzi, abbia una linea lontana da quella di Schlein e altri colleghi di partito. Proprio per questo motivo a Montecitorio l’esame della norma arriverà entro i primi dieci giorni di novembre. E questo testo non intralcerà la discussione della sessione di bilancio, non prevedendo oneri di spesa. Per cui, se non dovesse avere modifiche, l’iter di approvazione proseguirà.
Nel frattempo ieri il Parlamento ha dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica 2026. In buona sostanza, deputati e senatori, hanno già avuto un «antipasto» della futura Legge di bilancio, che arriverà prima di Natale. «Io ho detto sì allo scostamento perché è una manovra consapevole, tant’è vero che non mi sembra che anche i mercati e gli osservatori abbiano reagito negativamente», dichiara il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell’approvazione dei senatori. Via libera anche allo scostamento di bilancio, dunque. Su questa risoluzione, in particolare, era necessaria la maggioranza assoluta, infatti al Senato i voti a favore sono stati 109, 61 i contrari e 2 gli astenuti. Di conseguenza sono state precluse le risoluzioni proposte dalle opposizioni, una a firma Pd, M5s e Avs e una di Azione.
Conti alla mano, discostandosi dal bilancio tracciato e approvato dall’Europa, si tratterebbe per l’Esecutivo di poter spendere 29 miliardi che verrebbero impiegati per il settore energetico, di difesa e sicurezza – rispettivamente lo 0,3 per cento ciascuno. Miliardi – si legge nel documento – che andrebbero a dare un importante sostegno al potere d’acquisto delle famiglie. «Il prezzo dell’energia è uno degli elementi che maggiormente condizionano le prospettive per il prossimo biennio. Le tensioni in Medio Oriente continuano ad alimentare l’incertezza nelle quotazioni del gas e del petrolio. Nonostante le curve dei futures incorporino un graduale riassorbimento delle tensioni, i prezzi rimangono superiori a quelli ipotizzati la scorsa primavera», aggiunge il ministro Giorgetti nella relazione presentata ieri mattina ai pochi parlamentari che lo hanno ascoltato.
Ma tornando al ddl antisemitismo, il rinvio è stato motivato dalla mancanza di tempo in aula, dovuto alla discussione sullo scostamento, in realtà la spiegazione politica è la difficoltà di trovare una posizione condivisa sulle implicazioni della definizione dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance, ndr), soprattutto per quanto riguarda la distinzione tra antisemitismo e critica a Israele. Delrio e Malpezzi si sono battuti molto per mantenere questa definizione per un motivo semplice: Graziano Delrio sostiene che, tolte le sanzioni penali e amministrative, il provvedimento punti soprattutto su prevenzione, formazione, educazione e Malpezzi che il testo non impedisca di criticare Netanyahu o le azioni del governo israeliano. Ma i loro compagni di partito li criticano perché temono che, in nome della lotta all’antisemitismo, si finisca per limitare la libertà di criticare il governo israeliano. A novembre il verdetto.
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