C’è una bomba che potrebbe avere effetti devastanti su tutta la vicenda Stato-Mafia. L’ha scoperta Damiano Aliprandi che ne ha scritto ieri sul Dubbio. Consiste in questo: Il Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, ascoltato in forma ufficiale dalla commissione giustizia della Camera, ha rivelato che esiste una intercettazione, della quale non si sapeva nulla, nella quale il boss Bernardo Provenzano, all’epoca numero 1 di Cosa Nostra, racconta di aver ricevuto garanzie sulla abolizione dell’ergastolo ostativo.

Scarpinato ha citato questa intercettazione clamorosa – se ho capito bene – per portare argomenti contro l’abolizione dell’ergastolo ostativo (provvedimento del quale si sta discutendo in Parlamento) ma la portata della sua rivelazione va molto oltre il tema in discussione. L’intercettazione sarebbe del 2006. E’ inspiegabile perché non sia mai stata esibita durante i processi infiniti sulla presunta trattativa stato-mafia, tutti, finora, conclusi con l’assoluzione dei Ros e dei politici accusati dell’inciucio. Perché non è stata depositata in questi processi, in alcuni dei quali Scarpinato sosteneva l’accusa? Comunque è stato un errore grave e ora bisognerebbe intervenire per riparare. Innanzitutto conoscendo il testo esatto della intercettazione, che Scarpinato dovrebbe consegnare al Parlamento. Cioè alla Commissione giustizia, anche per dare il peso giusto la suo parere sull’ergastolo ostativo.

Oltretutto la notizia dell’intercettazione è sensazionale per almeno altre due ragioni – come spiega Aliprandi sul Dubbio. La prima è che nel 2006 nessuno mai aveva pronunciato la parola “ostativo” riferita all’ergastolo. Ergastolo ostativo è una formulazione usata per la prima volta quattro anni dopo da un giurista raffinato come Andrea Pugiotto. Scoprire che Provenzano, già quattro anni prima di Pugiotto, usava questa espressione e ne aveva compreso esattamente la portata, dimostrerebbe che il numero 1 di Cosa Nostra non era – come si è sempre creduto – un personaggio rozzo e non molto istruito. Probabilmente era un intellettuale sofisticato, molto colto, esperto di diritto e addirittura capace di precorrere i tempi.

Poi c’è un’altra cosa che fa sensazione. Nel 2006 nessuno conosceva la voce di Provenzano, e quindi bisognerà capire come fecero per intercettarlo. Ragionevolmente a tutte queste domande potrà rispondere Scarpinato che – se non ci saranno nuovi colpi di scena – dovrebbe consegnare nei prossimi giorni i nastri con le intercettazioni al Parlamento.