È finita la fuga di Pierangelo Pellizzari, il 61enne accusato di aver ucciso la moglie nel vicentino, a Noventa Vicentina. 

I carabinieri lo hanno fermato in una abitazione di Villaga, a poca distanza dalla casa di via Quargente dove l’uomo risiedeva con la moglie Rita Amenze. Secondo quanto riporta l’Ansa il 61enne, che probabilmente aveva trascorso la notte in un casolare della zona, ha tentato di intrufolarsi nella sua abitazione da una finestra che si affaccia sul pollaio di casa. Sentiti rumori sospetti, i carabineri sono entrati e hanno sorpreso l’uomo, arrestandolo.

Pellizzari ha ucciso la moglie Rita, con cui era sposato dal 2018, alle sette del mattino di venerdì. Il 61enne disoccupato le ha teso un agguato nel parcheggio dell’azienda in cui lavorava la donna: quando l’ha vista arrivare è uscito alla scoperto da dietro un albero e, pistola in mano, le ha sparato almeno 4 colpi di pistola, tre dei quali l’hanno colpita tra volto e spalle, uccidendola sul colpo. 

Pellizzari ha mundi sparato un colpo in aria per garantirsi la fuga, scappando a bordo di una jeep grigia. Immediatamente sono partite le ricerche delle forze dell’ordine, concluse col ferro arrivato oggi poco dopo le 14.

Alle spalle il 61enne aveva anche una condanna per le violenze inflitte a una ex fidanzata, quattro mesi per lesioni e minacce. Ma questo Rita, 31enne rifugiata, non lo sapeva. Si era fidata di Pierangelo e l’aveva sposato, andando a vivere con lui prima in Val Liona e poi a Villaga.

La situazione tra i due era precipitata, tra continue liti, quando Rita gli aveva comunicato l’intenzione di voler portare in Italia i suoi tre figli, ancora in Nigeria. Rita se n’era quindi andata di casa lasciandolo solo, circa due mesi fa, trovando ospitalità da alcuni conoscenti.

Pellizzari è stato trasferito in caserma a Vicenza per l’interrogatorio. Gli investigatori, spiega l’Ansa, stanno anche vagliando i frame di un video che ritrarrebbe l’assassino mentre prende il caffè in un bar poco prima di compiere l’omicidio.

L’arma utilizzata per uccide Rita, Pellizzari non poteva averla: nel 2008 i carabinieri del paese avevano inviato una relazione in Questura per i suoi atteggiamenti violenti e si era proceduto alla revoca del porto d’armi.

 

Redazione