Un discorso presidenziale, ben distante dai toni del marito che della Casa Bianca è ‘padrone’. Melania Trump stupisce e si prende la scena nel secondo giorno di convention repubblicana. La First lady, parlando dal Rose garden della Casa Bianca, evita di attaccare i democratici per non “dividere ulteriormente il Paese” e parla di razzismo e Coronavirus, due temi sensibili per l’amministrazione Trump.

“Non voglio usare questo tempo prezioso per attaccare l’altra parte”, ha detto infatti Melania intervenendo alla convention, perché “come abbiamo visto la scorsa settimana, quel tipo di discorso serve solo a dividere ulteriormente il Paese” ha rimarcato la ‘Flotus’.

La First Lady non ha mancato di ricordare come nel marito gli americani hanno un presidente “che non smetterà di combattere per voi e le vostre famiglie” e che “non si arrenderà”.

Sul Coronavirus, con la gestione della pandemia da parte di Trump criticata da più parti, Melania ha sottolineato che “Donald non si fermerà finché non avrà fatto tutto il possibile per prendersi cura di tutti coloro che sono stati colpiti da questa terribile pandemia”.  “L’amministrazione di mio marito non smetterà di combattere fino a quando non ci sarà un trattamento o un vaccino efficace a disposizione di tutti”, ha promesso la moglie del tycoon.

Dalla First Lady quindi un appello a “fermare la violenza e il saccheggio compiuti in nome della giustizia e di non fare mai supposizioni basate sul colore della pelle di una persona”.

L’INTERVENTO DI POMPEO – La politica estera basata sul principio ‘America First’ del presidente americano Donald Trump contro Russia, Cina e Iran ha reso “gli americani più sicuri”. Così ha parlato invece il segretario di Stato Mike Pompeo intervenendo alla convention repubblicana con un video registrato a Gerusalemme. Un intervento criticato dai Democratici e dalla stampa: la tradizione vuole infatti che il segretario di Stato stia lontano da questioni politiche.

Ulteriore benzina sul fuoco anche per la scelta di registrare il video da Gerusalemme, probabilmente per rimarcare la vicinanza dell’amministrazione Trump a Israele. Pompeo ha parlato della sconfitta del califfato dello Stato islamico, dell’agenda filo-israeliana di Trump e delle misure contro “l’aggressione predatoria” del Partito comunista cinese. Il ‘ministro degli Esteri’ Usa ha sottolineato anche che “grazie a Trump” la Nato è “più forte”.

IL PRESIDENTE GRAZIA UN DETENUTO – Durante la convention inoltre il presidente Trump ha concesso la grazia a Jon Ponder, un detenuto del Nevada condannato per una rapina in banca che ha fondato Hope for Prisoners, un’organizzazione che aiuta i detenuti a reintegrarsi nella società. Un video diffuso dalla Casa bianca durante la seconda serata della convention mostra che Trump firma il perdono presidenziale. “Viviamo in una nazione di seconde possibilità”, ha detto Ponder, in piedi al fianco di Trump. “La vita di Jon è una bellissima testimonianza del potere della redenzione”, ha detto Trump prima di firmare la grazia