Joe Biden ha accettato alla convention democratica “con grande onore e umiltà” la nomination alla Casa Bianca dopo un inseguimento cominciato 33 anni fa, quando corse la prima volta. Prima e durante una carriera politica di quasi mezzo secolo: a 29 anni eletto senatore del Delaware, poi vicepresidente per le due amministrazioni Barack Obama.

“Uniti supereremo questa stagione di tenebre in cui è ammantata l’America da troppo a lungo. Non possiamo dare altri quattro anni a questo presidente che non si assume responsabilità, scarica le colpe sugli altri, divide e semina odio. L’America è a un punto di volta, questa è un’elezione in grado di cambiare le storia, sono in gioco l’anima del Paese, la moralità, la scienza e la democrazia”, ha detto nel suo discorso Biden. Un discorso pronunciato con naturalezza e solennità. Un attacco frontale a Donald Trump, mai nominato per nome, e alle quattro crisi contemporanee sulle quali il tycoon ha fallito: la pandemia, la crisi economica, l’ingiustizia razziale, il cambiamento climatico.

La sua prima azione, qualora dovesse essere eletto, sarà quella di affrontare il coronavirus affidandosi alla scienza e imponendo l’obbligo dell’uso della mascherina. Unità ed empatia i concetti ripetuti. Con la promessa di voler attingere “al meglio delle persone, non al peggio” e che sarà “un alleato della luce, non delle tenebre”. “C’è troppa rabbia, troppa paura. troppa divisione”, ha detto omaggiando la candidata vicepresidente Kamala Harris – “voce potente di questa nazione” – e l’ex presidente Barack Obama.

Familiari, amici, colleghi ed ex rivali alle primarie hanno raccontato il loro Joe Biden durante l’ultima serata della convention: come per esempio Pete Buttgieg – il suo discorso, sull’appoggio del candidato alle nozze gay, ha colto nel segno; il senatore Cory Booker, il miliardario Michael Bloomberg, l’imprenditore Andrew Yang. E poi Bernie Sanders, Amy Klobuchar, Beto O’Rourke. Alla fine della serata bagno di folla esultante fuori al convention center di Wilmington, nel Delaware, con Kamala Harris.

LA MOSSA DI TRUMP – Il presidente degli Stati Uniti ha pensato allora di attaccare Biden con una doppia mossa: un comizio in Pennsylvania, stato in bilico, a due passi dalla città natale del candidato democratico; e un’intervista alla tv filo-trumpiana Fox News.
“Se Joe Biden vince avremo una depressione economica, vi strapperà il Secondo Emendamento e quadruplicherà le tasse”, ha ammonito, attaccando poi anche Barack Obama e il discorso “pieno di odio e rabbia” della moglie Michelle alla convention.