Ci sono Paesi in cui non si può proprio andare, altri solo a vaccinazione completa e dopo un lasso di tempo, altri ancora il giorno stesso della seconda dose, altri dopo aver riempito un formulario. È un mondo che si stava riaprendo e che subito prende precauzioni e fa un po’ di marcia indietro a causa della diffusione della variante Delta del coronavirus. La preoccupazione è diffusa in tutto il mondo. Il nuovo ceppo minaccia l’estate e le vacanze. Il quadro è insomma piuttosto lontano da un “liberi tutti”. Il ministero degli Esteri ha infatti fatto presente in una nota che tutti i viaggiatori verso l’estero dovranno mettere in conto un rischio di contagio un periodo aggiuntivo di permanenza qualora dovessero risultare positivi e nei contatti di un positivo, seguendo le regole del Paese in cui ci si trova.

Altroconsumo ha stimato che un italiano su quattro quest’estate non farà vacanze. E che l’89% di chi partirà resterà in Italia. Ci sarà comunque chi sceglierà di partire per l’estero, nonostante la variante Delta si stia diffondendo sempre di più: a oggi è stata tracciata in 111 Paesi e risulta più trasmissibile di circa il 60% secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Per l’Ecdc è destinata a diventare dominante in Europa entro fine agosto e quindi a soppiantare la variante Alfa. L’efficacia dei vaccini sulle forme gravi non sta comunque incidendo sui numeri delle vittime, anche all’estero.

Europa

Per quanto riguarda gli spostamenti in Europa, dal primo luglio in tutti i Paesi Schengen è in vigore il Green Pass. Non è obbligatorio e le regole variano da Paese a Paese. Un tampone negativo eseguito nelle 72 ore precedenti o la prova di guarigione dal covid-19 (con una tempistica che varia da Paese a Paese) rappresentano per il momento un lasciapassare valido più o meno ovunque, ma le regole cambiano da Paese a Paese e anche piuttosto spesso. Le misure sono tutte in evoluzione, come l’emergenza, e quindi è bene monitorare costantemente le indicazioni dei Paesi di destinazione.

Spagna: chi arriva via mare o aereo deve compilare un formulario ed esibire un pass che certifichi la vaccinazione a ciclo completo da almeno due settimane. Portogallo: basta una prova della vaccinazione. Grecia: prova del ciclo completo o tampone negativo sulle 72 ore. Francia: seconda dose da almeno due settimane e monodose da almeno 28 giorni o test negativo nelle ultime 24 ore. Cipro: è valida la vaccinazione completa dal giorno stesso della somministrazione. Malta: frontiere chiuse ai non vaccinati.

Oltre l’Europa

Il Regno Unito ha approntato un sistema a diversi step basato sui Paesi e sul rischio: per l’Italia, Paese considerato “arancione”, obbligo di compilare un formulario online prima dell’arrivo ai controlli alla frontiera; isolamento cautelare da 10 a 5 giorni e due test al secondo e all’ottavo; test negativo fatto almeno tre giorni prima di partire. Per gli Stati Uniti: i passeggeri con più di due anni di età devono mostrare alla partenza un tampone negativo delle ultime 72 ore o prove di guarigione dalla covid-19. Mete interdette: Russia, Bielorussia, Ucraina, Brasile, India, Singapore, Sri Lanka, Bangladesh, tutto il continente Africano, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Canada.

L’emergenza Delta

Nel Regno Unito ieri sono stati registrati più di 50mila nuovi positivi, non accadeva dallo scorso gennaio e 1.200 scienziati criticano l’allentamento delle restrizioni previsto da lunedì, come annunciato dal premier Boris Johnson. Il Giappone tocca il picco di casi negli ultimi sei mesi e si prepara alle Olimpiadi di Tokyo. C’è tensione. Il numero dei contagiati è più che raddoppiato anche negli Stati Uniti nel giro di due settimane. L’epicentro della pandemia in Asia è l’India.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è preoccupata dall’aumento dei contagi in Medio Oriente e in Nord Africa. Solo l’1% della popolazione è vaccinata in Africa. In Italia sono due milioni e mezzo gli over 60 che non hanno iniziato il ciclo vaccinale. A Barcellona torna il coprifuoco per frenare l’aumento dei casi. .

I dati dal monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità

L’indice Rt è in forte risalita rispetto a sette giorni, passando dallo 0,66 di venerdì 9 luglio allo 0,91 di ieri; sale anche l’incidenza dei casi su 100mila abitanti, passati da 11 a 19. L’indice Rt torna dunque a sfiorare l’1, come non accadeva dallo scorso marzo. Grazie all’andamento della campagna vaccinale, nessuna Regione o Provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 2%, con le persone ricoverate che sono addirittura in calo: passano infatti da 187 (06/07/2021) a 157 (13/07/2021). Quanto all’incidenza dei casi per singola Regione, nessuna sfora quota 50, soglia per entrare in zona gialla. Questi infatti i dati della Cabina di regia: Sardegna 33, Sicilia 31,6, Veneto 26,6, Lazio 24, Campania 21,6, Lombardia 18,2, Emilia Romagna 17,2, Toscana 17, Abruzzo 16,7, Provincia di Bolzano 16,5, Marche 14,7, Molise 14,6, Calabria 14, Provincia di Trento 13,8, Friuli Venezia Giulia 12,1, Liguria 11,4, Umbria 10,3, Puglia 8,1, Piemonte 8, Basilicata 7, Valle d’Aosta 3,2.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.