Sulla distribuzione dei vaccini legata al Pil delle diverse regioni “siamo a un passo dalla barbarie”. È un giudizio tranchant quello espresso questa mattina dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sulle dichiarazioni di lunedì del nuovo assessore lombardo al Welfare Letizia Moratti.

L’ex ministro dell’Istruzione ed ex sindaco di Milano, scelta dal governatore Attilio Fontana per sostituire il ‘gaffeur’ Giulio Gallera, in una lettera inviata al commissario straordinario Domenico Arcuri aveva chiesto di valutare quattro parametri per la ripartizione dei vaccini anti-Covid nelle regioni italiane.

Ripartizione che dovrebbe essere stabilita – secondo la regione Lombardia, in base alla densità della popolazione della regione, la maggiore mobilità, il numero di contagiati nel territorio e il Pil che produce.

Parole immediatamente respinte al mittente dal ministro della Salute Roberto Speranza, che già nella serata di ieri si era trovato costretto a ribadire, nel mezzo della crisi di governo alla Camera, che “tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”.

Dalla Lombardia quindi la corsa ai ripari, con una nota dell’Assessorato al Welfare che prova a spiegare come in realtà dietro le parole della Moratti ci fosse solo la volontà di richiedere una “forte «accelerazione nella distribuzione dei vaccini in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese. Il concetto non è quello di dare più vaccini alle Regioni più ricche, se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell’intero Paese“. Una smentita che, onestamente, sa di conferma delle tesi già esposte dalla Moratti.

Sulla scia di Speranza arrivano stamane le dichiarazioni di Vincenzo De Luca, che ribadisce da parte sua che “si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici”. Quindi il presidente campano si rivolge alla neo assessore, “persona intelligente e civile”, augurandosi che “si sia trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni”.