Un’Italia in gran parte arancione e rossa. È la cartina del Belpaese prevista dal monitoraggio della Cabina di regia in base ai nuovi parametri per indicare gli scenari di rischio legati all’epidemia di Coronavirus. Da domenica infatti sono dodici le Regioni e Province in arancione. Come noto sono state infatti inasprite le soglie per accedere alle zone con restrizioni: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso

Alcune sono in fascia arancione già dalla scorsa settimana: si tratta di Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia e Lombardia. Proprio quest’ultima, come annunciato dal presidente regionale Attilio Fontana, si avvia a diventare rossa a partire da domenica: “Ho appena parlato con il ministro Speranza – ha detto il governatore -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”.

Sulla Lombardia in zona rossa c’è da registrare anche la presa di distanze di Bergamo. Il sindaco Giorgio Gori e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli hanno inviato una lettera al presidente Fontana e all’assessore Moratti affinché si facciano portavoce al ministero della Salute di una richiesta di deroga per il territorio provinciale.

Nove regioni passano in area arancione: sono le regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano invece in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. In fascia rossa dunque, assieme alla Lombardia, ci saranno la Sicilia, che era arancione ma che aveva chiesto al governo le misure più restrittive, e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Le regioni che resteranno in zona gialla sono Toscana, Campania (ma il governatore De Luca aveva ‘annunciato’ possibili ulteriori restrizioni), Basilicata, Sardegna, Molise e Provincia Autonoma di Trento.

L’attesa dunque è tutta per l’ordinanza che firmerà il ministro della Salute Roberto Speranza, attesa entro questa sera e in vigore a partire da domenica 17 gennaio, per far partire nelle varie Regioni le misure legate ai colori.

IL MONITORAGGIO ISS – L’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 (range 1,04 – 1,13) in aumento da cinque settimane. E’ quanto si legge nella bozza di monitoraggio settimanale del ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità. Questa settimana si osserva “un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incremento dell’incidenza è stato comunque contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo”.

Sono 11 le Regioni classificate a di rischio alto (erano 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui quattro ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso.

Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.

Redazione