Nessun rimpianto, nessun rimoso, firmato: Giulio Gallera. “La scienza e il tempo mi stanno dando ragione su tante cose che ho fatto”. L’ex assessore al Welfare della Regione Lombardia, sostituito dall’ex sindaca di Milano Letizia Moratti, parla in un’intervista a Libero e torna a far sentire la sua voce. E rivendica azioni e opere nella gestione della pandemia nella Regione più colpita in Italia. “Ho finito il mio turno di guardia, non ho chiesto altri posti. Ho fatto il mio dovere. Io ero pronto a rimanere al mio posto soprattutto perché non passasse il messaggio che non era stato fatto tutto al meglio”. Il governatore Attilio Fontana aveva detto alle dimissioni che “l’assessore ha ritenuto che il suo periodo di guardia fosse finito, la mia giunta e io non lo abbiamo mai contestato” e che “si trattava di un periodo molto difficile e stressante”.

Gallera aveva scritto su Facebook che “a seguito della decisione dei partiti della coalizione di portare alcuni avvicendamenti all’interno della Giunta ho ritenuto concluso il mio turno di guardia”. Era diventato famoso per una spiegazione molto contestata dell’indice di contagio Rt, per aver invitato a scattarsi selfie a Pasqua “perché il traguardo è vicino”, per aver violato le regole della Zona Arancione e per altre uscite poco felici.

L’ex assessore del Welfare rivendica comunque il grande seguito sui social: “Quando ho lasciato sono stato letteralmente travolto dalla riconoscenza e dalla gratitudine di migliaia e migliaia di cittadini. Ho ricevuto 2.000 messaggi di appoggio su whatsapp, 15.000 like e commenti da sostenitori sulle pagine dei miei social”. E ammette: “Tornerò a fare il consigliere. Sicuramente mi sono tolto un peso. Sono psicologicamente stanco: dal 20 febbraio non c’è stato un giorno senza un problema. Sono stati mesi pesanti”.

Gallera appoggia il governatore che ha protestato contro la Zona Rossa: “I dati sono chiari, oggi la Campania ha 72mila positivi e diventa gialla, il Lazio 77mila e sarà arancione. Noi siamo a 57mila e andiamo in zona rossa? Anche sui ricoverati abbiamo numeri migliori degli altri. E sono in miglioramento. Il problema è che usano dati vecchi di settimane”. E poi nella stessa intervista dice che “l’unica soluzione è il distanziamento sociale, che si agevola coi divieti. Quindi queste misure a volte servono, anche perché quello che avviene in Europa ci indica che la situazione va peggiorando, anche perché le nostre strutture sanitarie sono ancora sotto pressione”.

La Lombardia è stata la prima Regione a essere colpita e la più colpita in Italia dalla pandemia. In totale dall’inizio dell’emergenza ha fatto registrare oltre 514mila contagi e oltre 26mila decessi.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.