Open Day vaccinale per tutti i maturandi. E’ l’iniziativa che vuole intraprendere la regione Lazio entro il 2 giugno, a poche settimane dall’inizio degli esami (la prima prova è in programma per mercoledì 16 giugno) che vedranno impegnati, in tutta Italia, circa 500mila studenti. L’annuncio è stato dato dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Verrà utilizzato il siero Johnson&Johnson, che ha il vantaggio nell’essere monodose. Verrà lanciata l’app “tre click e 48 ore dopo ti vaccini’. “Pensiamo – spiega l’assessore – sia importante far svolgere in tranquillità gli esami. La gran parte del personale docente e non docente avrà avuto il vaccino ed e’ importante che lo abbiano anche i maturandi. Stiamo studiando le modalità operative”

Vaccino a maturandi: “Farlo in tutte le Regioni”

“E’ possibile e lo faremo – dice soddisfatto il governatore della Regione Nicola Zingaretti – è giusto pensare a ragazzi e ragazze che hanno di fronte questa prova, dopo due anni difficili anche per lo studio e la vita sociale”. Una proposta che trova l’assenso di tutte le parti in causa. “Credo sia un’idea condivisibile, utile anche a diffondere maggiormente tra i ragazzi la cultura della vaccinazione”, spiega a LaPresse il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. “Si potrebbe pensare di attuarla in tutte le regioni”, argomenta ancora. E pure le associazioni studentesche apprezzano. “E’ un primo passo verso ciò che chiediamo da tempo – spiega Luca Ianniello, rappresentante della Rete Studenti Medi del Lazio, contattato al telefono – crediamo che la sicurezza nelle scuole debba essere una priorità per garantire una ripartenza a settembre negli istituti”.

“Le vaccinazioni per i maturandi andrebbero realizzate in tutte le Regioni”, dice infatti Francesco Sinopoli che guida la Flc Cgil. Anche per Maddalena Gissi (Cisl) “è una buona idea organizzare degli open day per far fare i vaccini ai maturandi. Sarebbe utile sollecitare tutti i presidenti delle Regioni a fare la stessa cosa”.

Feste pilota in discoteca

Sempre oggi, domenica 16 maggio, la Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, ha annunciato che, così come già avvenuto all’estero (Regno Unito e Spagna), in Italia verrà effettuato un test pilota in discoteca. L’appuntamento è previsto per il 5 giugno al Praja di Gallipoli (Lecce) e al Divinae Follia di Bisceglie (Bari). “L’ingresso sarà consentito a 2mila persone, vaccinati, guariti oppure con un tampone negativo fatto 48 ore prima. E nei giorni successivi all’evento verrà fatto il tampone a chi ha partecipato”, spiega Maurizio Pasca presidente di Silb-Fipe.

Un’iniziativa che “al momento” ha il via libera della Regione Puglia e che potrebbe essere replicata successivamente anche in un locale al chiuso (Fabric) di Milano “in una data ancora da stabilire”. Del resto quello delle sale da ballo è stato uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia. “Siamo chiusi da 14 mesi, tranne la piccola parentesi estiva in cui è stato aperto il 10% delle attività all’aperto (40 giorni appena)”, sottolinea Pasca precisando come “il 30% delle attività ha chiuso definitivamente e un ulteriore 40% è destinato a chiusure nel caso in cui non si dovesse riuscire ad aprire di nuovo”.

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.