Il Sars-Cov-2 sfuggito da un laboratorio? L’ipotesi, più volte evocata dai complottisti di mezzo mondo e anche da qualche leader politico, come il ‘nostro’ Matteo Salvini o l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rimbalza nuovamente ma questa volta in una lettera pubblicata sulla prestigiosa rivista Science.

A scriverla 18 importanti scienziati, membri di alcune dei più importanti poli di ricerca e università del mondo: nella missiva si chiede di considerare con la massima attenzione la possibilità che il virus possa essere sfuggito da un laboratorio cinese di Wuhan, chiedendo dunque di portare avanti una nuova inchiesta internazionale indipendente per chiarire l’origine del Sars-Covs-2.

Proprio all’inizio del 2021 l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, aveva svolto una indagine con un proprio team che si era recato lì dove tutto è nato, a Wuhan. Nel rapporto conclusivo però vi era scritto che l’ipotesi di un incidente, ovvero della fuga da un laboratorio del virus che ad oggi ha provocato a livello globale oltre 161 milioni di casi e 3.3 milioni di morti, era “estremamente improbabile”.

Dossier che evidentemente non è bastato ai 18 scienziati: “Dobbiamo prendere sul serio le ipotesi relative alla propagazione naturale e in laboratorio, fino a che non si disponga di dati sufficienti”, si legge nella lettera pubblicata dalla rivista.

“Crediamo che la questione meriti un’indagine basata su elementi scientifici, corretta e accurata, e che qualsiasi conclusione debba essere elaborata sui dati disponibili“, spiega David Relman, professore di microbiologia e immunologia alla Stanford University, uno degli autori.

Altri autori che hanno firmato la lettera sono, scrive l’Agi, ci sono il virologo Bloom dell’università di Washington, il professore di microbiologia clinica all’università di Cambridge Ravindra Gupta e il microbiologo Ralph Baric, considerato uno dei più grandi specialisti del Coronavirus a livello mondiale.

E poche ore prima che venisse pubblicato l’intervento su Science, il giornale francese Le Monde aveva segnalato come su Twitter erano stati diffusi tre lavori universitari realizzati all’Istituto di virologia di Wuhan fra il 2014 e il 2019 che contenevano dati ben diversi rispetto a quelli forniti dall’Istituto di virologia di Wuhan sulla natura del Sars-Cov-2 all’inizio della pandemia.

Lavori universitari che metterebbero in discussione i fondamenti delle ricerche sul Coronavirus, ovvero un eventuale rapporto tra Covid-19 e il virus RaTG13. Quest’ultimo era stato prelevato nel 2013 in una miniera abbandonata in Cina a Mojiang, nella provincia dello Yunan. Qui alcuni pipistrelli aveva contaminato sei operai, di cui tre morirono a seguito di una malattia polmonare dai sintomi simili a quelli provocati dal Covid-19. L’accusa che ne deriva è che le autorità cinesi avrebbe studiato questi Coronavirus più di quanto hanno comunicato dopo lo scoppio ‘ufficiale’ della pandemia.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia