La Cina ritiene che l’indagine compiuta dall’Oms a Wuhan sull’origine coronavirus e conclusasi ieri dopo 4 settimane di verifiche sia solo “una parte” degli studi sul Covid-19, e che per completezza bisognerà investigare anche negli Stati Uniti. Lo ha fatto presente il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, che ha chiesto a Washington di autorizzare un’inchiesta sul territorio americano, come fatto da Pechino.

“Speriamo che gli Stati Uniti, come la Cina, adotteranno un atteggiamento aperto e trasparente”, ha dichiarato al termine della spedizione che si è conclusa ieri con molti interrogativi rimasti aperti e poche risposte certe, una delle quali è l’ormai sicura origine animale del virus, che non deriverebbe quindi da una mutazione di laboratorio.

Al termine del lavoro di ricerca dell’Oms in Cina, gli Stati Uniti hanno espresso dubbi sui risultati, avanzando l’esigenza di una verifica “indipendente”. “È una questione scientifica complessa e dovrebbe essere condotta dagli scienziati a livello globale”, la risposta di Wenbin. Posizione che è stata apertamente criticata anche da uno dei membri del team Oms, Peter Daszak, secondo cui non bisogna “fare troppo affidamento sull’intelligence statunitense”, perché “sempre più disimpegnata” sotto la guida Trump, e “francamente in torto su molti aspetti”.

L’amministrazione Biden ha fatto sapere di non vedere l’ora di esaminare i dati del report pubblicato ieri dall’Oms. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha inoltre dichiarato che il governo americano non è stato coinvolto nella pianificazione né nell’implementazione delle indagini, e ha confermato la volontà di effettuare una “revisione indipendente” dei risultati, pur rassicurando sulle intenzioni degli Stati Uniti di rientrare nell’Organizzazione.

Il portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price ha detto di non poter affermare in modo definitivo che gli esperti dell’Oms abbiano ricevuto piena collaborazione dalla Cina. “Penso che finora non abbiano offerto la necessaria trasparenza di cui abbiamo bisogno”, ha dichiarato. La difesa di Pechino è basata su alcuni studi citati dal partito comunista che hanno indicato come il Coronavirus sarebbe emerso in diverse località del mondo già nella seconda metà del 2019.