L’ipotesi di una fuga di dati da un laboratorio di Wuhan, che avrebbe poi provocato la pandemia di Sars-Cov-2, è “estremamente improbabile”. È il risultato al quale sono arrivati gli analisti che hanno condotto uno studio congiunto Oms-Cina sulle origini del Covid-19: nel dossier, secondo una bozza di copia ottenuta da Associated Press, si afferma che la trasmissione del virus dai pipistrelli all’uomo attraverso un altro animale intermediario è un’ipotesi da “probabile a molto probabile”.

I ricercatori dell’Oms hanno invece ritenuto la diffusione attraverso lacatena del freddo” dei prodotti alimentari era possibile, ma improbabile. Nel rapporto anticipato da Associated Press si legge anche ancora che la catena del freddo, come noto, può essere un fattore di diffusione del virus a lunga distanza, ma resta lo scetticismo sul fatto che avrebbe potuto scatenare la pandemia.

Il rapporto afferma infatti che il rischio è inferiore a quello dovuto alle infezioni respiratorie tra ‘umani’ e la maggior parte degli esperti concorda.

“Sebbene ci siano alcune prove di una possibile reintroduzione del Sars-CoV-2 attraverso la manipolazione di prodotti congelati contaminati importati in Cina dall’inizio dell’ondata pandemica, ciò sarebbe straordinario nel 2019. quando il virus non circolava ampiamente”, afferma lo studio dell’Oms.

I risultati sono stati in gran parte quelli previsti e hanno lasciato molte domande senza risposta. Il team ha proposto ulteriori ricerche in ogni area tranne l’ipotesi di fughe da laboratorio.

Un rapporto comunque ambiguo: la sua pubblicazione è stata più volte rimandata, sollevando dubbi sul fatto che la parte cinese stesse cercando di distorcere le conclusioni per evitare che la colpa della pandemia di coronavirus si abbattesse su Pechino.

La scorsa settimana un funzionario dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, aveva dichiarato che si che si aspettava che lo studio sarebbe stato pronto per la pubblicazione “nei prossimi giorni”. Il dossier anticipato da AP è stato ricevuto dall’agenzia lunedì da un diplomatico di Ginevra di un Paese membro dell’Oms: non è chiaro se il rapporto potrà essere modificato prima della sua uscita “ufficiale”.

LA TEORIA DEL LABORATORIO E LA POLITICA – La tesi del Sars-Cov-2 diffuso da un laboratorio cinese di Wuhan era stata più volte utilizzata da alcuni politici, in Italia e non solo. Nel nostro Paese era stato Matteo Salvini, che in Senato aveva affermato che “quando questa bestia maledetta sarà sconfitta, dovremo andare a guardare dove tutto è cominciato: in un laboratorio cinese finanziato da alcune multinazionali senza alcun tipo di controllo”.

Intervento simile a gennaio durante il Mezz’ora in più su Rai3, dove intervistato da Lucia Annunziata disse: “Se in Cina qualcuno non avesse fatto fottutissimi esperimenti non staremmo qui a parlare del virus”.

Idee simili a quelle dell’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo, uomo di fiducia di Donald Trump, secondo cui “ci sono prove enormi a sostegno della teoria secondo cui il Coronavirus abbiamo avuto origine in un laboratorio di virologia di Wuhan. Non in un vicino mercato di animali selvatici”, disse in una intervista alla Abc.

Redazione