Sarà presentato il 2 dicembre in Parlamento il piano strategico per i vaccini anti-coronavirus per l’Italia. Lo ha annunciato sulla il ministro alla Salute Roberto Speranza parlando all’incontro online La sanità futura tra innovazione e ricerca organizzato da Rcs Academy. “Dobbiamo resistere ancora per alcuni mesi, ma il covid verrà sconfitto grazie alla ricerca scientifica”, ha detto. L’Italia ha praticamente prenotato 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni di italiani – va somministrato con un ciclo doppio – del vaccino sviluppato dall’azienda Pfizer con BioNTech. Un farmaco che ha l’efficacia del 95,4%, secondo quanto rivelato dall’azienda alla fine della fase tre. Altre 70 milioni di dosi sono state prenotate da AstraZeneca, che due giorni fa ha comunicato un’efficacia del 70% in ciclo solo di somministrazione.

“L’Italia ha iniziato a lavorare dal mese di maggio per promuovere un’iniziativa europea nel campo dei vaccini. È stato il primo motore dell’iniziativa della Commissione Europea che ha iniziato a costruire contatti con le aziende farmaceutiche che stanno sviluppando vaccini”, ha detto Speranza. L’acquisto del vaccino anti-covid, a differenza di quello influenzale, che viene distribuito a livello regionale, “sarà centralizzato e gestito dallo Stato”. L’Italia avrà il 13,65% dei vaccini opzionati in sede europea, ha aggiunto il ministro. L’Italia ha speso fino a ora 94 milioni di euro per i vaccini.

Speranza ha ribadito la sua “grandissima fiducia nelle agenzie regolatorie preposte a garantire la sicurezza dei vaccini, che in Europa e Italia sono l’Ema e l’Aifa. Quando avranno completato il percorso, il vaccino reso disponibile sarà un vaccino sicuro, e noi dovremo lavorare per costruire una campagna di vaccinazione molto larga nel nostro paese”. Il farmaco non arriverà subito per tutti, ma all’inizio si avranno alcuni milioni di dosi. “Partiremo da categorie più a rischio di prendere virus, come personale sanitario, anziani e chi ha più patologie”, ha specificato il ministro alla Salute.

Ieri le Regioni hanno spedito al Commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri una lista con i punti tra i quali saranno scelti i primi 300 dove sarà distribuito e somministrato il vaccino: ospedali ed Rsa che funzioneranno grazie anche alle Usca. I punti scartati saranno utilizzati nella seconda fase di vaccinazione, quella di massa, che dovrebbe partire a settembre del 2021. Arcuri ha detto che ogni punto dovrà coprire un range di 20-30mila cittadini. Le Regioni però, secondo il Sole24Ore, erano in ritardo fino a qualche giorno fa nel comunicare le informazioni richieste al commissario. Il vaccino non dovrebbe essere obbligatorio. “Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova grande stagione di investimenti”, ha continuato Speranza.

LA TERZA ONDATA – “Non possiamo permetterci un’altra ondata all’inizio del 2021, per questo deve rimanere la massima prudenza”, ha aggiunto Speranza secondo il quale le misure adottate dagli ultimi dpcm stanno cominciando a dare dei risultati anche se “la situazione è ancora molto seria con una pressione ancora significativa sul Servizio sanitario nazionale, la circolazione del virus è ancora alta e quindi non possiamo abbassare la guardia”. È vero però che da alcune settimane “si vedono dei segnali incoraggianti, con l’Rt sceso da 1,7 a 1,4, 1,18 nella scorsa settimana, ed è possibile che in questa settimana ci sia ancora un numero più basso. L’Rt più basso si traduce in una situazione più incoraggiante anche per accessi ai pronto soccorso e posti letto occupati in area medica e terapia intensiva, dove si inizia a segnalare un primo elemento di controtendenza”.