Finalmente possiamo tornare a viaggiare, a muoverci, a spostarci. Ad andare anche all’estero, perché no, grazie alla campagna vaccinale e alla curva discendente dell’epidemia. Finalmente potremmo tornare a spostarci dopo mesi in casa, in lockdown, ridotti al lavoro e poco più. E invece no. Anzi: meglio di no. O almeno questo è quello che ha raccomandato l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Siamo ancora di fronte ad una continua minaccia e a nuove incertezze, per questo dobbiamo continuare a essere cauti e ripensare o evitare i viaggi internazionali. I vaccini possono essere la luce alla fine del tunnel, ma non possiamo essere accecati da quella luce”, ha detto Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità durante il consueto monitoraggio settimanale.

In un mese, in Europa, i casi settimanali sono scesi da un plateau di 1,7 milioni a metà aprile alle 685mila della scorsa settimana. Un calo del 60%. L’incidenza, la scorsa settimana, è rimasta elevata in otto Paesi della Regione, con oltre 150 nuovi casi ogni 100mila abitanti. La nuova variante, ha spiegato Kluge, detta indiana è stata tracciata in almeno 26 Paesi della Regione Europea. I vaccini sono efficaci contro tutte le varianti del covid-19, eppure, forse, non basta. La pandemia non è per niente finita.

“Abbiamo imparato la lezione nel modo più duro e difficile. Ora stiamo andando nella giusta direzione, ma non dobbiamo smettere di osservare con attenzione un virus che ha causato la morte di quasi 1,2 milioni di persone, l’equivalente della popolazione di Bruxelles – ha continuato Kluge – non dobbiamo ripetere gli stessi errori commessi lo scorso anno, che portarono a una recrudescenza del Covid-19” anche perché a oggi “solo il 23% della popolazione ha avuto una singola dose di vaccino, mentre l’11% ha completato la vaccinazione”.

Sui buoni risultato ottenuti dalla campagna vaccinale ha sicuramente influito la vaccinazione degli ultra-ottantenni. Nella Regione è stato vaccinato il 75% della popolazione over 80. “Gli over 80 sono oggi i meno presenti tra i nuovi casi in tutta la regione, dopo essere stati invece i più colpiti a inizio del 2021 e i dati parlano da soli: l’incidenza settimanale tra le persone con più di 80 anni è scesa da 27,4 casi ogni 10.000 a metà dicembre 2020 a 6,2 nella prima settimana di maggio 2021. Nella stessa fascia di età nello stesso periodo la mortalità settimanale è scesa da 4,6 per 10.000 a 0,9”. Dati che confortano e lasciano ben sperare ma che non devono far abbassare la guardia: è sempre fondamentale rispettare le misure di distanziamento e indossare la mascherina lì dove richiesto.

Per chi arriva in Italia da Stati dell’Unione Europea, Paesi dell’Area Shengen, Regno Unito e Israele, dal 16 maggio non è più prevista la mini-quarantena di cinque giorni ma bisognerà avere effettuato un test molecolare o antigenico, risultato negativo, nelle 48 ore precedenti. Per chi proviene da Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Ruanda, Singapore, Thailandia, Giappone, Canada e Stati Uniti è necessario mostrare l’esito di un test negativo effettuato nelle 72 ore precedenti, comunicare il proprio ingresso in Italia ed effettuare una quarantena di 10 giorni, al termine della quale ci si dovrà sottoporre ad un nuovo tampone. Possibile evitare la quarantena per chi arriva da Stati Uniti, Canada, Giappone ed Emirati Arabi Uniti se si atterra a Fiumicino, Malpensa, Napoli e Venezia con voli “Covid tested”. Vietato l’ingresso a chi arriva da Brasile, India, Bangldesh e Sri Lanka, tranne che per casi specifici. L’immunologo e consigliere della Casa Bianca americana Anthony Fauci in un’intervista a Che tempo che fa ha ipotizzato che le restrizioni sui viaggi tra Italia e Stati Uniti potranno essere sollevate “quanto il rischio di infezione sarà molto basso, spero entra la fine dell’estate o l’inizio di autunno”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.