Era il 3 agosto 2020 quando Viviana Parisi, 40anni, sparì con in braccio il figlioletto Gioele di 3 anni. Furono giorni terribili: prima l’incidente sulla Messina-Palermo, poi il ritrovamento dei loro corpi straziati dagli animali a distanza di giorni nel bosco di Caronia, ai margini di quella strada. Un anno di tormenti per Daniele Mondello, marito e papà dei due scomparsi che ancora acclama a gran voce “verità e giustizia per Viviana e Gioele”.

Daniele non ha mai creduto all’ipotesi dell’omicidio-suicidio. Non ha mai pensato che Viviana potesse aver fatto una cosa così tremenda. Amava quel bambino e anche se aveva manifestato qualche segno di cedimento non sarebbe mai potuta arrivare a tanto. Nei giorni scorsi la Procura di Patti ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta. Per la Procura Viviana Parisi si sarebbe suicidata, mentre la morte del figlio Gioele potrebbe essere legata proprio al gesto estremo della donna, anche se su quest’ultima ipotesi non c’è certezza assoluta. È questa la ricostruzione della morte della dj e del bambino nelle campagne di Caronia, nel Messinese, da parte del procuratore di Patti Angelo Cavallo, che per questo ha chiesto al Gip l’archiviazione dell’inchiesta.

In una nota il procuratore Cavallo ha sottolineato che “è possibile affermare con assoluta certezza come nella vicenda in esame non sia configurabile alcuna responsabilità dolosa o colposa, diretta o indiretta, a carico di soggetti terzi. Nessun soggetto estraneo ha avuto un ruolo, neanche marginale, mediato o indiretto, nella causazione degli eventi”. Insomma, per la Procura la morte di Viviana e del figlio Gioele, dopo un anno di indagini, è “ascrivibile in modo esclusivo alle circostanze di tempo e di luogo, al comportamento ed alle condotte poste in essere da Viviana Parisi e al suo precario stato di salute, purtroppo non compreso sino in fondo, in primo luogo da parte dei suoi familiari più stretti”. Ma Daniele non ci sta e dal palco della fiaccolata organizzata a Venetico (Messina), accusa: “Esami 3D sui corpi per scoprire verità. Nelle ricerche hanno sbagliato tutto”.

È da un anno che denuncia che in quelle indagini furono fatti errori. “Chiedo alla procura di Patti che faccia fare degli esami ai nostri consulenti il dottore Lavorino e il medico Della Valle. Si tratta esami in 3D sul corpo di Viviana che possono aiutare a scoprire la verità”.

“Questa sera siamo qui per dire che vogliamo verità e giustizia perché quello che ha detto la Procura per noi non esiste. Sono molto felice che tanta gente mi sia vicino – ha detto Mondello parlando con i giornalisti – Anche dai social ho ricevuto messaggi da tutta Italia. Dopo un periodo di chiusura sono entrato in studio e finalmente ci sono riuscito, ho fatto una melodia e pian piano ho creato il disco per Viviana e Gioele con un mio amico“.

Il suo dolore si racchiude in un lungo post su Facebook in cui tra video e foto ricorda la sua famiglia. “E voglio dire una cosa a voi amori miei: non mi fermo qui, non accetto che rimangano degli interrogativi su cosa è realmente accaduto, Io spero di morire presto e di unirmi a voi. Ma finché sono vivo andrò avanti con la mia battaglia per la verità. Senza verità non può esserci giustizia. Siete la mia vita e rimarrete sempre la mia famiglia”.

Ricorda il dramma di quei giorni: “È passato esattamente un anno da quella mattina in cui vi vidi per l’ultima volta. Dopo quegli sguardi, quella colazione, quella mattinata apparentemente normale, tutto è cambiato. Ogni istante è stampato nella mia mente. Tutto normale, finché non ricevetti quella chiamata ed iniziò la fine di ogni cosa. Nelle due settimane successive ho pensato qualunque cosa, messo sottosopra ogni luogo possibile per trovarvi. Tenevo dentro di me accesa quella speranza che fosse tutto a posto. Ma poi ti hanno ritrovata amore mio e da lì inizio a prendere coscienza di ciò che stava succedendo. Dopo ricerche di ogni tipo e, con l’aiuto della comunità che ha voluto sostenermi, abbiamo trovato anche te piccolo mio. A quel punto ho capito che era finita”.

Daniele non ha intenzione di arrendersi e accettare quella verità che per lui è una bugia: “Ma non mi sono mai voluto arrendere all’apparenza e alla realtà che è stata dipinta. Ne hanno dette di ogni e ti hanno descritto in ogni modo Viviana, ma io so chi sei e, chi ti vuole bene e ti conosce, sa come realmente stanno le cose. Tu che hai sempre dato tutto per la nostra famiglia senza risparmiarti, non sei quella che è stata dipinta da molti. Ho voluto lottare per questo, perché voglio capire cosa è realmente accaduto quella mattina. Adesso hanno deciso di chiudere le indagini e di fermare tutto, dando a questa terribile storia un finale sbagliato. Ma non mi fermo, non riesco ad accettare nulla di tutto questo”.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.