“Voglio tornare a casa”, ripeteva tra le lacrime Maria (nome di fantasia), la bimba di 7 anni costretta a fare la vedetta, mentre la madre e la nonna spacciavano droga dalla loro auto. E’ il triste spaccato emerso dalla carte del Tribunale di Velletri, dove sono riportate anche le trascrizioni delle intercettazioni ambientali in auto, oltre ai capi d’imputazione degli arrestati e alle disposizioni.
La madre e la nonna della piccola, a capo di una rete di spaccio di droga attiva tra i comuni Rocca di Papa e Velletri, sono state arrestate in flagranza di reato e sono gravemente indiziate dei reati di traffico illecito di sostanza stupefacente, aggravato dallo sfruttamento di minori e auto riciclaggio.

Maria svolgeva un ruolo determinante nel fiorente business illegale gestito dalla madre e della nonna: confezionava le dosi di cocaina e segnalava l’arrivo delle forze dell’ordine mentre la mamma spacciava.

Ma la piccola di 7 anni voleva però condurre una vita normale, adatta a una bambina della sua età. Molto spesso Maria implorava la madre di tornare a casa, ma la donna la rimproverava e le dava qualche schiaffo per zittirla. Come si legge nelle carte, la bimba “consapevole dell’attività illecita della madre, inizia a implorarla piangendo con tono spaventato ‘voglio andare a casa'”.

Le intercettazioni hanno permesso di appurare come in varie occasioni la piccola, seduta sul sedile posteriore dell’auto, incitiva la madre a chiudere in fretta l”affare’. “Ci sono i carabinieri, movetevi”, diceva la figlia minorenne alla madre e al cliente di turno.

Maria viene vista dentro la macchina della mamma quasi ogni pomeriggio. Durante quella anomala quotidianità, la piccola si muove con la consapevolezza di chi sa bene quello che sta facendo e quale è il suo ruolo. In una intercettazione, infatti, si sente la piccola di 7 anni intimidire una complice di sua madre: “Se vai dalle guardie sei un’infame”.

Con l’arresto della madre e della donna, in attesa del processo, Maria è stata affidata a una zia. Anche il padre sta scontando una pena detentiva.

 

Redazione