Una rete familiare di spaccio di stupefacenti attiva ai Castelli Romani è stata smantellata dai carabinieri del gruppo di Frascati. Due donne gestivano il business illecito coinvolgendo, suo malgrado, una bambina di 7 anni.

Il coinvolgimento della piccola

Le due donne, nonna e mamma della piccola, avevano messo insieme un giro d’affari capace di incassare 2000 euro al giorno e di arrivare fino a 2500 euro nel weekend. La bimba, sempre seduta sul sedile posteriore dell’automobile, accompagnava la madre per la consegna della droga oppure veniva coinvolta per confezionare le dosi di cocaina. Molto spesso veniva assoldata come vedetta per segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine. L’attività di spaccio veniva svolto dal primo pomeriggio fino a tarda notte e aveva una vasta e variegata la clientela. A comprare cocaina, erano sia uomini che donne, di diverse estrazioni sociali dai 18 ai 55 anni, e non si esclude che ci possano essere stati anche alcuni minorenni.

I militari dell’Arma di Frascati hanno ricostruito il fiorente business illegale tra Rocca di Papa e Velletri in otto mesi di indagini, partite lo scorso gennaio e condotte fino al mese di agosto. Le attività degli investigatori sono iniziate con una perquisizione nella macchina della mamma della piccola durante un normale controllo. La donna, avvistato il posto di blocco, ha tentato una rocambolesca fuga ma è stata fermata dai militari che hanno trovato nell’auto una somma di denaro che non poteva essere, come sosteneva la donna, l’incasso di giornata del suo bar.

Le indagini

Immediate le indagini scattate con intercettazioni telefoniche e telecamere nascoste. Durante l’attività investigativa è emerso che il business illecito era gestito dalla nonna e dalla madre della piccola che, molto spesso, confezionava palline di cocaina.

Le indagini sono state rese difficoltose dal contesto territoriale dato che il Comune di Rocca di Papa è caratterizzato da vie e vicoli difficilmente percorribili con le autovetture ed in tutta l’area interessata vi è scarso segnale telefonico. Inoltre le modalità di spaccio dello stupefacente costringevano le forze dell’ordine a dover essere celeri nelle eventuali azioni a sorpresa, in considerazione del fatto che le cessioni avvenivano successivamente a rapidi contatti telefonici ove si concordavano luoghi di appuntamento sempre differenti.

Le indagini hanno anche svelato anche come le due donne avessero auto riciclato i proventi dello spaccio di droga acquistando un bar nel comune di Cori, in provincia di Latina, e l’acquisto di macchine di lusso.

Sono otto le persone arrestate questa mattina dai carabinieri del gruppo di Frascati, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa da gip del tribunale di Velletri. Gli indagati, di cui le due donne destinatarie di misura in carcere e sei persone agli arresti domiciliari, sono gravemente indiziate dei reati di traffico illecito di sostanza stupefacente del tipo cocaina, aggravato dallo sfruttamento di minori e auto riciclaggio. Gli inquirenti hanno arrestato in flagranza di reato sei persone, resisi responsabili della violazione della legge sugli stupefacenti. Posti sotto sequestrato 250 grammi circa di cocaina e circa 20mila euro in contanti, proventi dell’illecita attività di spaccio. I militari hanno segnalati alla Prefettura di Roma, quali assuntori, 4 acquirenti.

Nel corso del blitz, nella mattina di martedì, sono state eseguite perquisizioni anche nei confronti di soggetti non colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare. Sono stati sequestrati 75mila euro in contanti ed è stato arrestato in flagranza un altro uomo: trovato insieme ad una delle due donne con 60 grammi di cocaina in auto. L’operazione ha interessato un centinaio di carabinieri, un elicottero e uomini del comando provinciale di Latina.

 

Redazione