Inizialmente la colpa era stata data alle forti piogge: gli acquazzoni che intorno alla metà di maggio avevano colpito Napoli si pensava avessero contribuito a far aprire una enorme voragine in un giardino in vico San Marco a Miradois nel quartiere Sanità. Decine di nuclei familiari sfollati, e diffidati nemmeno una settimana fa dal comune dal rientrare nelle proprie abitazioni, che prima affacciavano su un’area verde e adesso su uno strapiombo di terra dal diametro di venti metri.

Dopo le indagini, però, emergono nuovi elementi che potrebbero spiegare le cause del cedimento: gli inquirenti cercano di vederci chiaro sui lavori di ristrutturazione che stava subendo un parcheggio sotterraneo, che si trova in prossimità della voragine. Posti disponibili dichiarati: 50. Auto trovate all’interno: 800.

Troppe, e quello che si cerca di capire adesso è se i gestori siano in regola con le autorizzazioni e non abbiano compromesso in qualche modo la stabilità del terreno allargando gli spazi in modo incauto. I titolari dell’autorimessa, dal canto loro, rivendicano la correttezza della loro attività.

L’indagine condotta dal pool guidato dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, va in questa direzione: qualcuno avrebbe portato avanti lavori di sbancamento non consentiti, rimuovendo dei punti cruciali del delicato equilibrio tra la “pancia” della città e la superficie, provocando il disastro.

Non lontano dal punto del crollo dello scorso 14 maggio, appena due anni fa, ci fu un cedimento nella chiesa all’interno del complesso degli Incurabili. Anche in questo caso, stando alle indagini finora condotte, sarebbe stato abbattuto un muro portante, nel tentativo di recuperare più spazio per ospitare più auto in un garage.

Intanto i residenti sfollati attendono risposte dal Comune sull’agibilità delle proprie case: un tavolo è previsto per il prossimo 9 giugno per capire se il sito è ancora pericolante e quali lavori andranno fatti per riportare l’area in sicurezza.

Redazione