È ristretto al carcere di Regina Coeli Walter Biot, l’ufficiale arrestato per spionaggio. In un primo momento non aveva voluto rispondere alle domande dei magistrati della procura di Roma “Sono frastornato”, aveva detto. Ma adesso si è detto “pronto a farmi interrogare”. Il suo legale Roberto De Vita, ha depositato l’istanza al tribunale della Libertà dopo un colloquio di due ore con il suo assistito accusato di aver venduto alcune informazioni classificate ai russi.

“Le informazioni di cui potevo disporre secondo le abilitazioni del mio incarico erano informazioni non di interesse militare operativo e militare strategico – ha detto Biot – E quindi le contestazioni che mi vengono mosse possono riguardare fatti di bassissima rilevanza. Non potevano per definizione compromettere l’interesse nazionale”.

Si tratterebbe delle foto di materiale segreto, rubato dai computer di servizio. Tra questi nove classificati come riservatissimi, perchè di natura militare. E 47 “Nato secret”, file riservati cioè possibili da consultare soltanto a pochissime persone e dopo una serie di accessi riservati. Ma i magistrati non hanno dato credito alla difesa di Biot e vuole vederci chiaro.

Da quanto emerge dalle prime indagini infatti Biot avrebbe acquisito documenti in almeno tre occasioni. Il 18, il 23 e il 25 marzo le telecamere di sorveglianza lo hanno sorpreso a fotografare documenti. “Chiederemo di essere ascoltati dalla Procura di Roma nei prossimi giorni. Il nostro obiettivo è dimostrare che il ruolo ricoperto da Walter Biot non dava accesso a documenti di livello strategico, atti che in alcun modo riguardavano la sicurezza dello Stato”, spiega l’avvocato De Vita. Intanto le indagini continuano.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.