Il suo compito era quello decretare la sicurezza dei documenti dello Stato maggiore di Difesa. Invece, secondo quanto appurato dai carabinieri del Ros, il capitano di Fregata della Marina militare, avrebbe intascato soldi in cambio della cessione di documenti riservati a un ufficiale accreditato presso l’Ambasciata della federazione Russa.

È la vicenda che riguarda Walter Biot, l’alto ufficiale arrestato questa mattina e tradotto nel carcere romano di Regina Coeli per una incredibile spy-story che rischia di creare forti tensioni nei rapporti tra Italia e Russia.

Biot sarebbe stato colto dai carabinieri nell’atto di passare all’ufficiale russo documenti “classificati” in cambio di denaro. Non solo. Dall’esame di altro materiale sequestrato nell’appartamento dell’ufficiale romano sarebbe emerso che, oltre a documenti italiani, sarebbero stati passati al funzionario russo anche dossier della NATO: in questo modo si sarebbe messa a rischio la sicurezza nazionale di altri Paesi, non solo l’Italia.

La lunga indagine è stata condotta dal Ros con l’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna (Aisi), con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa. Dall’ufficio di Biot passavano documenti riservati, compresi come già accennato quelli della Nato: il capitano di Fregata della Marina militare potrebbe dunque aver venduto alla Russia dei carteggi sulle missioni internazionali compiute dall’Alleanza atlantica, tra cui gli interventi militar in Afghanistan e Iraq.

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, Biot nel 2014 lavorava nell’ufficio relazioni esterne della Difesa, all’epoca ministero guidato da Roberta Pinotti, successivamente invece è stato trasferito passando ad un incarico “importante e delicato”, nell’ufficio Politica Militare, ruolo per cui aveva accesso ai file venduti

L’alto ufficiale italiano è accusato di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico-militare, spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione. Per non farsi smascherare Biot avrebbe fotografato documenti militari classificati dal monitor del computer e poi li avrebbe scaricati in una pen-drive da consegnare all’ufficiale delle forze armate russe.

LA REAZIONE POLITICA – Immediata la reazione della Farnesina col ministro degli Esteri Luigi di Maio che ha parlato di un atto ostile di estrema gravità e ha disposto prima la convocazione dell’Ambasciatore della Federazione Russa Razov e poi l’espulsione di due funzionari di Mosca.

“Su mie istruzioni, la segretaria generale Belloni ha convocato al ministero questa mattina l’Ambasciatore della Federazione Russa Razov per trasmettere con forza la nostra ferma protesta e notificare l’espulsione di due funzionari russi accreditati presso l’Ambasciata della Federazione Russa a Roma – sottolinea Di Maio -. Lasciatemi sottolineare che si tratta di un atto ostile di estrema gravità e quindi abbiamo assunto immediatamente i provvedimenti necessari. Vorrei ringraziare per questa operazione la magistratura, i Ros, l’intelligence e tutte le autorità che hanno collaborato”.

L’Ambasciata russa in Italia ha presto commentato l’accaduto: “Nel corso del colloquio la parte italiana ha informato che due funzionari dell’ufficio dell’addetto militare presso l’Ambasciata Russa a Roma sono stati proclamati persone non-grate. L’Ambasciatore ha espresso il rammarico in merito a questa decisione e l’augurio che l’accaduto non si rifletti sui rapporti Italo-russi”.

Anche Mosca ha subito reagito preannunciando delle risposte alla mossa di Roma. Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che “possibili passi, in relazione alla situazione non adeguata al livello delle relazioni bilaterali, saranno annunciati in seguito”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia