Sale la tensione tra Cina e Unione europea. Il presidente Xi Jinping ha convocato nella tarda serata di ieri l’ambasciatore dell’Unione Europea a Pechino, Nicolas Chapuis, per protestare contro l’imposizione di sanzioni “unilaterali” Ue per le violazioni dei diritti umani contro gli uiguri, l’etnia musulmana che vive nella regione dello Xinjiang.

“L’Europa non è qualificata per dare lezioni sui diritti umani”, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri cinese Quin Gang, aggiungendo che le decisioni comunitarie sono state “basate su bugie e false informazioni”. Nello scontro con l’Unione, Pechino trova un alleato in Mosca. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov e il suo collega cinese, Wang Yi, dopo un incontro in Cina, hanno fatto una dichiarazione congiunta definendo “inaccettabili” le sanzioni.

Secondo i due alleati ci sarebbe un piano che coinvolge anche gli Stati Uniti, che starebbero “cercando di affidarsi alle alleanze politico-militari della guerra fredda per distruggere l’architettura legale internazionale”. Anche Joe Biden infatti, insieme al Canada, ha sanzionato diversi funzionari cinesi per la persecuzione degli uiguri.

Lavrov ha poi attaccato l’Europa, sostenendo che “l’intera infrastruttura delle relazioni” sia stata “distrutta” dai passi “unilaterali” compiuti da Bruxelles. Per questo motivo Mosca avrebbe intenzione di interrompere le relazioni con l’Unione, pur dicendosi “pronta a contatti per intensificare la cooperazione quando Bruxelles riterrà necessario eliminare le anomalie nelle relazioni bilaterali”.

Pechino intanto ha reagito con sanzioni contro una decina di personalità europee, tra cui cinque europarlamentari. I ministri degli Esteri dell’Ue hanno approvato l’inserimento di quattro leader e un’entità della regione cinese dello Xinjiang nell’elenco delle sanzioni per violazioni dei diritti umani istituito nel dicembre 2020.

Tra i provvedimenti ci sono il divieto di viaggiare nell’Ue e il congelamento dei beni detenuti nell’Unione europea. L’Aja ha anche convocato l’ambasciatore cinese nei Paesi Bassi per protestare per la sanzione di un suo eurodeputato.

Con la Russia, invece, i rapporti non vanno meglio. I ministri degli Esteri comunitari hanno inflitto sanzioni ad alcuni funzionari russi per le torture e la repressione a danno delle persone Lgbt e degli oppositori politici in Cecenia. “I legami tra l’Ue e la Russia siano a un punto basso” ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha rincarato la dose: “La Russia continua il suo comportamento di oppressione interna, verso i dissidenti pacifici, e di aggressione verso l’estero. Putin è, ovviamente, il responsabile ultimo di tutte le azioni svolte, inclusi tentativi mirati e omicidi di avversari”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.