Arrestato un alto ufficiale della marina militare italiana dopo essere stato fermato con un ufficiale delle forze armate russe. I due sono accusati di gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato. Un’operazione senza precedenti: non si verificava un’indagine di contro-spionaggio di tali dimensioni dai tempi della Guerra Fredda, prima della caduta del Muro di Berlino. Stando a quanto emerso dalle indagini il militare, Walter Biot, sarebbe stato colto in flagrante mentre cedeva dei documenti.

L’operazione dei carabinieri del Ros in occasione di un incontro clandestino tra i due. Il militare sarebbe stato colto nell’atto di passare all’altro documenti “classificati” in cambio di denaro. Il capitano di fregata è stato pedinato a Roma, dove è avvenuto lo scambio di documenti riservati in cambio di una cifra di circa 5mila euro.

Dall’esame di altro materiale sequestrato nell’appartamento dell’ufficiale romano sarebbe emerso che, oltre a documenti italiani, sarebbero stati passati al funzionario russo anche dossier della NATO: così si è messo a rischio la sicurezza nazionale di altri Paesi, non solo l’Italia.

La lunga indagine è stata condotta dal Ros con l’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna (Aisi), con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa. Il capitano di fregata Biot era stato in servizio nello Stato Maggiore della Difesa, il comando di tutte le forze armate che ha sede in via XX Settembre a Roma. In relazione all’indagine, il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina – su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio – l’Ambasciatore della Russia in Italia Sergey Razov.

Con un messaggio su Facebook il ministro degli Esteri ha comunicato “l’immediata espulsione dei due funzionari russi” coinvolti “in questa gravissima vicenda”. Assieme all’ufficiale russo è stato allontanato infatti anche il suo direttore superiore: lo status di diplomatico impedisce infatti che possano essere arrestati.

I ‘PRECEDENTI’ – Un’operazione da Guerra Fredda, come si accennava: l’ultima, di questo tipo, di controspionaggio, nel 1989 riguardava i piani del Patto di Varsavia per carpire i documenti dalla Oto Melara di La Spezia, l’azienda produttrice di cannoni e mezzi corazzati, e di un’azienda triestina che collaborava al progetto di un sistema di comunicazioni della Nato. Operazione che coinvolse agenti del Kgb sovietico e dell’intelligence bulgara che riuscirono a sottrarsi agli arresti con un carabiniere italiano.

Nel 2016, sempre a Roma, l’arresto di un diplomatico portoghese che stava per vendere piani di azione della Nato a un funzionario russo, Sergey Nicolaevich Pozdnyakov. A fine agosto 2020 la cattura di un colonnello francese in servizio nel comando dell’Alleanza Atlantica di Napoli, per via di una collaborazione rimasta top secret.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.