Ieri per la prima volta dall’inizio della pandemia in Lombardia si sono registrati zero decessi. Un dato senza dubbio positivo che fa ben sperare considerando che è stata la regione italiana più colpita dall’epidemia coronavirus, ma il governatore Attilio Fontana invita alla cautela: “Dato ufficiale ma da prendere con le pinze la domenica, la comunicazione dei dati non è precisa. Dato positivo, ma non illudiamoci che sia finita”. Intervenuto questa mattina alla trasmissione Non stop News su radio Rtl 102.5, il presidente lombardo ha esposto i suoi dubbi e le sue perplessità sugli ultimi dati sull’andamento dei contagi. Sebbene l’ultimo bollettino sui numeri dei contagi da covid 19 siano incoraggianti, per Fontana bisogna monitorare costantemente l’andamento per non incorrere in una ricaduta. Infatti, una delle situazioni che più sta preoccupando l’Italia in queste ore è la questione ‘movida’. In merito, il leghista ha dichiarato: “In questi due mesi i lombardi si sono comportati benissimo, rispettando le regole, infatti i risultati si notano. Adesso non vale la pena rischiare di sprecare il sacrificio”.

Non solo Milano ma tante città italiane questo weekend sono state protagoniste di assembramenti e regole non rispettate, scatenando le polemiche sia sui social che nel mondo della politica spingendo il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia e la ministra Lamorgese a rallentare sulle aperture e invitare alla responsabilità. Su questo anche Fontana si dice preoccupato: “Negli ultimi giorni abbiamo assistito a movida preoccupante. Non vorrei che dati di ieri, con zero decessi in Lombardia, creassero ulteriori entusiasmi”. Ma sull’ipotesi di reclutare la guardia civica antimovida, per vigilare sul rispetto del distanziamento interpersonale e sulle regole di sicurezza, il governatore esprime un certo scetticismo. “Sono dell’opinione che più della repressione valga la convinzione”.

Spiega il governatore leghista, “credo sia opportuno far capire che bisogna ancora tenere duro per qualche giorno o settimana, far capire a questi ragazzi che quei comportamenti sono pericolosi per loro e il resto della popolazione. I giovani si sentono più forti perché grazie al cielo con loro il virus è meno aggressivo ma rischiano di diventare un veicolo che trasporta il virus ai loro genitori e ai loro nonni, credo sia un rischio che non valga la pena di correre”. Infine, rispetto ad alcune critiche mirate alla gestione della sanità nella regione, il presidente ritiene sia “sbagliato parlare di Lombardia come problema del coronavirus, bisogna parlare di alcune zone della Lombardia. Non è questione di Lombardia, ma di territori”.