“Lo spettacolo imbarazzante dato ieri in prima serata su Rai3 da Cartabianca, su una tematica delicata come quella della guerra in Ucraina, che sta vedendo migliaia di morti e milioni di profughi, dovrebbe portare i vertici Rai ad un’immediata riflessione: quello che è andato in onda è davvero servizio pubblico?”. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

“Basta analizzare il programma – osserva Anzaldi – per interrogarsi se sia davvero opportuna una spettacolarizzazione del genere di un dramma internazionale. A partire dall’episodio che ha riguardato il professor Vittorio Emanuele Parsi, uno degli accademici italiani di relazioni internazionali più noti e riconosciuti, costretto ad abbandonare il programma per gli evidenti errori ripetuti, anche dalla stessa conduttrice che ignora l’invio di armi dalla Turchia all’Ucraina.

Parsi ha preferito sfilarsi ed è stato colpito dagli insulti in diretta di un altro ospite, il professor Orsini, che ha avuto uno spazio spropositato e senza precedenti, addirittura con intervista a tu per tu durante la quale ha potuto ripetere che questa guerra è colpa dell’Unione Europea (e non di Putin che ha invaso un paese con i carri armati), che Nato, Ue e Usa cono ‘tre grandi vigliacchi’, che ‘l’Italia deve rompere con l’Unione Europea‘, addirittura ripetendo in faccia alla ballerina ucraina Kuzminavi stiamo mandando al massacro, stiamo giocando con voi, vi stiamo usando come carne da macello’ senza alcun freno da parte della conduttrice.

Lo stesso Orsini che in diretta televisiva ha potuto attaccare personalmente un commissario della Vigilanza, il collega Andrea Romano, usando la tv pubblica per regolare i suoi conti personali. La colpa di Romano? Aver fatto il suo lavoro di componente della Vigilanza Rai: i presidenti Barachini, Fico e Casellati mi auguro che intervengano a tutela delle prerogative del Parlamento. D’altronde che il dibattito fosse viziato lo si poteva capire dalla scelta degli ospiti: ben 3 su 5 erano collaboratori del Fatto Quotidiano (Scanzi, Orsini, Di Cesare), in realtà 3 su 4 visto che Parsi se n’è andato subito. Questo è pluralismo? E’ normale che per parlare di guerra all’Ucraina si invitino contemporaneamente ben 3 collaboratori della stessa testata, la cui linea editoriale è contro l’Ue, contro l’Alleanza Atlantica, contro gli Usa e contro il Governo italiano? È la Rai o il Fatto Tv? Che questo ‘circo’, come è stato definito, rappresenti un contributo all’informazione, al pluralismo e alla comprensione di fatti complessi come un conflitto bellico appare davvero improbabile. Che poi gran parte degli ospiti siano addirittura retribuiti, scritturati per ricoprire una parte, merita un approfondito chiarimento in commissione di Vigilanza, affinché i cittadini ne siano pienamente informati”.

Redazione