Dopo la sospensione dalla sua Curia di pertinenza, arrivata alla vigilia dello scorso Natale, adesso per don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, in provincia di Caserta, è arrivata anche l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. “Induzione alla prostituzione” è l’accusa nei suoi confronti.

Lo scandalo è scoppiato il 23 dicembre 2020, quando i carabinieri della stazione di Vairano Scalo acquisirono i dispositivi telematici (cellulare e personal computer) utilizzati dal sacerdote della comunità di Presenzano al fine di rinvenire tracce di materiale pedopornografico o che attestassero l’intreccio di una relazione con dei minorenni.

Dai riscontri dei militari emersero delle “palpatine al sedere” avvenute in due episodi distinti, a dicembre 2019 e a settembre 2020, ai danni di un piccolo fedele 17enne. Episodi denunciati dal minorenne che hanno poi fatto scattare le indagini.

Cade nel dimenticatoio, invece, l’accusa di violenza sessuale. Il gip Marcello De Chiara ha accolto la richiesta formulata dalla Procura di Napoli, derubricando però quella che faceva riferimento al reato più grave.

Tramite i suoi legali il sacerdote, originario di Sparanise, ha respinto fermamente ogni accusa. Il vescovo di Teano-Calvi, Giacomo Cirulli, lo aveva immediatamente sospeso rendendo noto sul sito della diocesi il provvedimento appena venuto a sapere delle indagini. A breve – secondo quanto rende noto l’avvocato Dario Mancino, che con il collega Renato Iappelli difende il sacerdote – don Gianfranco Roncone verrà ascoltato dagli inquirenti. I legali hanno anche annunciato un appello al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca dei domiciliari.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.