Una batteria di missili disallineata e problemi di comunicazione tra le truppe e i comandanti. Sono questi i motivi che avrebbero portato all’abbattimento del Boeing della Ukraine International Airlines, avvenuto lo scorso 8 gennaio, da parte dell’Iran, dove sono rimaste uccise 176 persone.

La conclusione emerge da un rapporto dell’Aviazione civile iraniana, rilasciato mesi dopo l’accaduto e a seguito di un’indagine che aveva faticato a decollare: in un primo momento, infatti, Teheran aveva declinato ogni responsabilità procedendo poi a un cambio di passo nel momento in cui diversi Paesi occidentali avevano riportato prove sul suo coinvolgimento.

Secondo quanto emerso dal report, la batteria missilistica terra-aria era stata spostata e non era stata riorientata correttamente: “i militari che si occupavano dell’equipaggiamento non sarebbero riusciti a comunicare con il centro di comando, identificando erroneamente il volo civile come una minaccia e hanno aperto il fuoco due volte senza ottenere l’approvazione da parte dei funzionari di rango”, è la tesi espressa nel documento.

Il rapporto dell’Aviazione potrebbe segnare una nuova fase dell’indagine sullo schianto del velivolo, visto anche che la scatola nera dovrebbe essere inviata a Parigi il prossimo 20 luglio per essere esaminata da investigatori internazionali. L’abbattimento dell’aereo si era verificato la stessa notte dell’attacco iraniano a una base Usa in Iraq, lanciato in risposta dell’uccisione del generale della Guardia Nazionale, Qassem Soleimani, il 3 gennaio scorso a Baghdad, in Iraq.

All’epoca quindi le truppe di Teheran si stavano preparando al contrattacco e, da quanto emerso, avrebbero scambiato il Boeing ucraino per un missile. Tuttavia il report differisce dalla ricostruzione citando solo un cambiamento “nel livello di allerta nella difesa aerea dell’Iran”. Secondo funzionari e analisti di intelligence occidentale, Teheran avrebbe abbattuto il Boeing con un sistema Tor di fabbricazione russa, noto alla Nato come SA-15: nel concreto, un sistema montato su un veicolo cingolato che trasporta un radar e un pacchetto di otto missili.

Il Boeing 737 della compagnia ucraina era appena decollato dall’aeroporto internazionale Imam Khomeini quando è stato sganciato il primo missile che ha probabilmente danneggiato le apparecchiature radio. Il secondo, invece ha colpito direttamente il velivolo, come si evince dai video in cui si vede l’aereo che esplode prima di schiantarsi alla periferia di Teheran. Il volo, diretto a Kiev, trasportava 167 passeggeri e nove membri dell’equipaggio provenienti da diversi paesi, tra cui 82 iraniani, 57 canadesi, tra cui molti iraniani con doppia cittadinanza, e 11 ucraini, tutti morti nello schianto.