“Un errore disastroso”. A distanza di tre giorni arriva l’ammissione dell’Iran che conferma di aver abbattuto con un missile il Boeing 737 della Ukraine International Airlines precipitato poco dopo il decollo da Teheran con 176 persone a bordo (tutte decedute) e scarica le colpe sugli Stati Uniti che hanno causato il “momento di crisi”.

“La Repubblica islamica dell’Iran si rammarica profondamente per questo errore disastroso” e le “indagini proseguiranno per identificare e perseguire” i responsabili di questa “grande tragedia” e “questo sbaglio imperdonabile”, afferma il presidente iraniano Hassan Rohani con un post sul suo account Twitter.

“Coloro che sono coinvolti nello schianto dell’aereo ucraino saranno presto processati”, chiosa Rohani. Esprimendo rammarico e condoglianze a nome della Repubblica islamica, il presidente dell’Iran ha sottolineato che sono state prese misure legali contro “coloro che hanno commesso l’errore” e la gente sarà informata dei risultati.

Conferme anche dal quartier generale delle Forze armate iraniane che hanno spiegato che il Boeing è stato “erroneamente” e “involontariamente” preso di mira dalle forze di difesa aerea iraniane che durante l’attacco missilistico ad alcune basi americane lo hanno scambiato per un “aereo nemico”.

LE VITTIME – A bordo dell’aereo di Ukraine International Airlines viaggiavano 176 persone: 82 iraniani, 63 canadesi11 ucraini (fra cui nove membri dell’equipaggio), 10 svedesisette afghani e tre tedeschi. Non ci sono sopravvissuti.

LE ACCUSE AGLI USA – Dopo le scuse e le condoglianze alle famiglie, il Quartier generale delle Forze armate iraniane assicura che metterà in atto “riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro” e che perseguirà legalmente “coloro che hanno commesso l’errore”.

Non mancano, tuttavia, le accuse agli Stati Uniti. Il ministro degli Affari esteri iraniano Mohammad Javad Zarif spiega che “l’errore umano” dietro all’abbattimento dell’aereo di linea ucraino da parte delle forze armate dell’Iran è riconducibile al “momento di crisi causato dall’avventurismo degli Usa”.