Non ci sono più malati di Sars Cov-2 nella rianimazione del Cotugno“. Lo scrive il quotidiano il Mattino. L’ospedale Cotugno di Napoli, componente dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, è il centro di riferimento per le malattie infettive nella regione Campania. Con l’emergenza Covid-19 l’istituto ha raggiunto un’autorevolezza internazionale. Un servizio di SkyNews UK aveva infatti indicato il Cotugno come un’eccellenza a livello mondiale nella lotta alla pandemia. Nello stesso ospedale l’equipe di medici del Pascale guidata dall’oncologo Paolo Ascierto ha curato i pazienti con l’anti-artritico Tocilizumab sul quale l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha avviato una sperimentazione che ha promosso il farmaco in quanto ridurrebbe la mortalità a un mese, senza provocare effetti collaterali significativi sui pazienti.

“Anche nelle corsie – continua il Mattino – quasi 200 posti per sette divisioni, un mese fa tutte occupate da malati in gravi condizioni, restano una ventina di pazienti che stanno tutti bene, in via di guarigione”. A influire sicuramente le misure di distanziamento sociale e il lockdown che ha frenato il contagio, soprattutto al Sud e quindi nelle regioni meno colpite dalla pandemia. Il totale dei contagi in Campania è 4.639, 394 i morti. L’ipotesi, avanzata da diverse parti è che il virus, probabilmente si sia indebolito, anche se non esistono conferme ufficiali. La teoria Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’azienda dei Colli, ha dichiarato in un’intervista al Mattino: “Forse effettivamente il virus è cambiato. In letteratura sono descritti questi fenomeni ma qui parliamo di una pandemia che ha messo per due mesi in ginocchio il mondo intero. Di certo il distanziamento erge una barriera invalicabile alla diffusione del virus, i casi gravi restano isolati e quelli più tenui hanno il tempo di esprimersi con la fioritura dei sintomi”.

Di Mauro ha anche anticipato: “Riserviamo i 60 posti del nuovo padiglione G alla terapia sub intensiva e alle degenze ordinarie solo Covid ricavandone 8 di terapia intensiva dedicata. Il resto dell’ospedale tornerà al precedente assetto per tutta l’infettivologia clinica. Torneremo ad occuparci di Aids, tubercolosi, legionella, tetano, botulismo, meningiti, polmoniti di altra natura. Abbiamo già qualche ricovero in merito. La terapia intensiva è a stanze singole e ha box separati dunque può assolvere anche ad una funzione mista se dovesse servire. Tutto dipende da come evolve la situazione epidemica”.

Il personale sanitario del Cotugno ha diffuso un video nel quale si celebra la notizia delle terapie intensive libere. Alla fine del video un messaggio: “Oggi abbiamo chiuso la nostra terapia intensiva Covid. Noi abbiamo fatto il nostro meglio: ora tocca a voi!”