“Bisognerebbe immaginare un Piano Marshall per l’edilizia scolastica”. L’assessore regionale Lucia Fortini sottolinea quanto centrale sia il tema dell’edilizia nell’affrontare la fase 2 e il futuro degli studenti costretti al distanziamento sociale dalla pandemia da Covid-19. I temi centrali, che il Coronavirus ha reso emergenze, riguardano l’organizzazione delle scuole e la gestione dei servizi per l’infanzia. E se sul secondo fronte la Regione sta lavorando a progetti per ripensare i servizi e gli spazi all’aperto da destinare ai bambini tra i zero e i sei anni d’età, oltre i progetti per i minori in difficoltà e per quelli con disabilità per i quali sarà attivato a giorni un numero verde con la possibilità di ricevere a distanza supporto psicologico, per quanto riguarda il primo tema (scuole e studenti) lo scenario è più complesso e impone di fare i conti con le risorse a disposizione.

“Stiamo facendo salti mortali tra risorse nazionali ed europee. Abbiamo poco meno del dieci per cento delle risorse. È un tema centrale, che oggi si sente di più. Non chiediamo un immediato investimento di 40 miliardi perché è evidente che sarebbe una manovra impossibile, ma immaginare di investire tre oppure quattro miliardi nell’edilizia scolastica sarebbe un primo passo”. L’assessore sottolinea gli sforzi già fatti negli anni recenti con i progetti “Scuola Viva”, la scuola di comunità, i servizi di trasporto per gli studenti. Ma l’emergenza Covid ha messo in luce criticità ed esigenze che meritano attenzione.

“Ogni anno entrano nelle scuole 900mila studenti e 80mila insegnanti. Bisogna rendere le scuole attraenti, accoglienti e soprattutto sicure – afferma l’assessore Fortini – È un servizio che si rende a tutta la comunità, non solo a quella scolastica”. La Regione Campania ha avviato un’interlocuzione con il Governo. “Abbiamo trovato un interlocutore sensibile nel viceministro Ascani per definire programmi con risorse del Miur, ma la pandemia ha rallentato tutto. È evidente che serve una programmazione di ampio respiro”. E anche coerenza sui dati. “Il distanziamento sociale resta in questo momento una chimera”, dice l’assessore evidenziando come sia difficile conciliare gli spazi a disposizione con le distanze anticontagio. “La recente ordinanza ministeriale parla di 27 studenti per classe contraddicendo la ministra. Le scriveremo una nota per invitare a essere coerenti”.

Un nuovo modello di fare scuola si prevede, dunque, all’orizzonte e la didattica a distanza non sarà del tutto abbandonata. Del resto, calcolando che per contenere rischi di contagio si dovrebbe considerare uno spazio di quattro metri quadrati a studente, è evidente che non bastano le aule esistenti su tutto il territorio. La Città Metropolitana punta agli interventi di manutenzione scolastica. Nei prossimi giorni il consigliere Domenico Marrazzo terrà una riunione per riorganizzare, in vista della riapertura dei cantieri il 4 maggio, le opere da realizzare. La sua delega riguarda una popolazione di 220mila studenti, 300 istituti superiori.

Si punta in prima battuta a riprendere i lavori per la cittadella di Pomigliano e consegnarla agli studenti a fine 2020, oltre a una serie di altri investimenti. “Il 31 dicembre 2014 c’erano 69 istituti in fitto con una spesa di 13 milioni e mezzo di euro. Siamo arrivati al 31 dicembre 2019 ad avere 49 istituti in affitto e una spesa di 8 milioni e 900 mila euro”, spiega Marrazzo. E per il futuro si prevede di ridurre ulteriormente questa spesa per impiegare i fondi in investimenti per migliorare le scuole. Intanto si pensa a sostenere gli studenti con la didattica a distanza. In pochi giorni sono stati distribuiti più di 100 tablet agli studenti di diversi istituti, dal Volta, al Casanova, al Vinci. E a sorpresa si è scoperto che in queste settimane si è ridotta al dispersione scolastica.