Ecco le chat del gruppo di amici, amici di Ciro di Grillo, accusati dello stupro di una ragazza italo norvegese che oggi ha 21 anni, nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 in Costa Smeralda. Presunto stupro per il momento. “3 vs 1”, si legge nelle chat del gruppo “Official Mostri” delle quali alcuni passaggi sono stati pubblicati da diversi quotidiani. I quattro accusati – Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia – si vantano di quella serata a Cala Volpe e raccontano agli amici curiosi di Genova: “È stato forte” e la ragazza non era “niente di ché”. I telefonini sono stati sequestrati il 29 agosto successivo, il giorno del compleanno di Francesco Corsiglia. “Mi sa che quella c’ha denunciato”, scrive in chat Capitta”. Le indagini sono state chiuse una settimana fa.

L’accusa per i quattro è di violenza sessuale aggravata dall’uso di alcolici. I video e le foto oggetto dell’indagine non sarebbero trapelati dalla chat altrimenti sarebbe scattato il reato di revenge porn. Alcuni passaggi delle chat sono delicati. Repubblica riporta che chi li ha consultati non ha dubbi sul tono di quegli scambi: “Si vantavano della nottata, eccome se si vantavano. E non c’era in loro alcun tipo di ragionamento o valutazione dello stato psico-fisico in cui si trovava Silvia quella notte”.

LA NOTTE – Una notte cominciata al Billionaire di Briatore, a Porto Cervo. Silvia e Roberta, due amiche, conoscono i quattro e accettano il loro invito alla villetta per una spaghettata a fine serata – anche se è quasi l’alba. Roberta si addormenta sul divano mentre Silvia resta sveglia. Racconterà di aver subito delle violenze sessuali prima da Francesco e poi dagli altri, tutti insieme. I ragazzi parlano sempre di rapporti consenzienti. Una bottiglia di vodka pende sulla testa degli indagati: loro dicono che la ragazza ha bevuto spontaneamente, lei che è stata costretta a mandarne giù mezza. Sul caso la Procura di Tempio Pausania ha aperto un fascicolo giudiziario. Dalle chat non ci sarebbero riferimenti né alla vodka né a situazioni di violenza.

LA CHAT – Il passaggio più delicato che emerge dalle conversazioni: “All’inizio sembrava che non volesse …”. Una frase sanguinosa, scivolosa, che l’accusa potrà interpretare come un’ammissione ma la difesa come il segnale che la ragazza cambiò idea e atteggiamento. Un video di 24 secondi girato con uno smartphone riprenderebbe i rapporti oggetto dell’indagine. Ci sarebbero anche delle foto. “Io ritengo, invece, che non ci sono elementi di valutazione delle prove in quelle chat”, ha dichiarato a Repubblica Romano di Raimondo, che difende insieme a Gennaro Velle il 21 enne Francesco Corsiglia.

LA DENUNCIA – La ragazza 19enne ha denunciato tutto otto giorni dopo i fatti. Il caso esplode a livello nazionale quando Beppe Grillo ha pubblicato un video, il mese scorso, per difendere il figlio utilizzando argomenti irricevibili – come proprio il ritardo nella denuncia. Il quotidiano La Verità si concentra invece sulle versioni, discordanti, proprio all’opposto, dai verbali alle interviste tv degli insegnanti di kitesurf e dei titolari del B&B dove le due ragazze soggiornavano in quei giorni. A quanto emerge tra pochi giorni il Procuratore Capo Gregorio Capasso e la pm Laura Bassani scriveranno le richieste di rinvio a giudizio per il caso.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.