“Risponderemo all’uso di armi chimiche da parte di Mosca”. Parola di Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, che al termine del vertice Nato-G7 di Bruxelles lancia un messaggio chiaro a Vladimir Putin a un mese dall’invasione dell’Ucraina. Un messaggio che arriva dopo i sospetti lanciati dalle autorità di Kiev su presunte bombe al fosforo bianco. “Noi risponderemo se Putin le utilizzerà, la natura della risposta dipenderà dalla natura dell’uso”, ha spiegato Biden che poi rivolge l’ennesimo appello alla Cina: “Sei o sette giorni fa ho avuto una conversazione molto chiara con il presidente Xi e ho messo in chiaro le conseguenze di un suo aiuto alla Russia, come era stato riportato e come era atteso” e “ho citato il numero di aziende americane e internazionali che hanno lasciato la Russia come conseguenza del suo comportamento barbaro”. “Sapendo quanto Xi sia interessato ad avere relazioni economiche con l’Europa e gli Stati Uniti ho indicato che se avesse fatto passi avanti” verso la Russia “avrebbe messo” tali relazioni “significativamente a rischio”.

A rafforzare il pensiero del presidente americano anche le parole di Boris Johnson. Secondo il premier britannico l’eventuale uso di armi chimiche da parte della Russia provocherebbe un’ondata di “orrore viscerale” e avrebbe “conseguenze catastrofiche” per Putin. Johnson condivide il timore di Biden che la denuncia di Mosca sul presunto ritrovamento di laboratori di guerra biologica in Ucraina possa essere una provocazione in vista di un utilizzo di “armi chimiche sotto falsa bandiera”; ma spera che “Putin capisca” che una scelta simile sarebbe “profondamente catastrofica per lui”.

Secondo il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, la Russia sta cercando un “pretesto” per usare armi biologiche e chimiche, accusando l’Ucraina e gli alleati ma “le accuse contro Kiev e la Nato sono assolutamente false”. Nel corso della conferenza stampa a Bruxelles, Stoltendberg ha chiarito che l’uso di armi chimiche o batteriologiche “cambierebbe totalmente la natura del conflitto” e “avrebbe vaste conseguenze” in Ucraina ma anche “per i Paesi vicini”. La Nato darà all’Ucraina “sostegno e forniture” contro le “minacce chimiche, batteriologiche e nucleari” con tecnologie di rilevazione, protezioni”, strumenti di “crisis management e supporto medico”.

Per il presidente ucraino Volodymyr Zelenslky sarebbe “reale” la minaccia che la Russia utilizzi armi chimiche sul territorio invaso. “Il rischio di un uso su larga scala di armi chimiche da parte della Russia sul territorio dell’Ucraina è molto reale”, ha avvertito Zelensky in un discorso video ai capi di Stato e governo del G7.

Mosca, dal canto suo, si difende lanciando pesanti accuse. Il ministero della Difesa infatti si è scagliato contro Usa e Ucraina sostenendo, così come riferisce l’agenzia russa Tass, che un fondo di investimento guidato da Hunter Biden, figlio del presidente Biden, sarebbe coinvolto nel finanziamento di biolaboratori in Ucraina.

Poi dopo le parole di Biden e Johnson, il ministero degli Esteri russo rincara la dose. “La decisione annunciata al vertice di continuare a fornire supporto politico e pratico al regime di Kiev conferma l’interesse dell’Alleanza a continuare le ostilità” ha dichiarato la portavoce Maria Zakharova. “Il blocco nord-atlantico non ha fatto un solo tentativo d’indirizzare la leadership ucraina verso una soluzione pacifica della situazione nel Donbass“, ha accusato. Poi l’affondo: “I Paesi membri della Nato hanno dimostrato assoluta lealtà a Washington, la loro disponibilità a seguire la sua linea del totale contenimento della Russia”.

“Washington può incassare l’ultimo vertice Nato nel suo salvadanaio geopolitico. E’ riuscita a disciplinare ancora di più gli alleati in materia di ‘contenimento totale’ del nostro Paese e di fare pressione su Paesi capaci di prendere decisioni sovrane e perseguire una politica indipendente. In questo contesto, le affermazioni degli europei su una sorta di loro ‘autonomia strategica’ appaiono semplicemente ridicole”.

Sulla guerra in Ucraina “è troppo presto” per la pace fa poi sapere Emmanuel Macron, presidente francese, che spiega di aver parlato molte volte “questa settimana con il presidente Putin. Ci ho dedicato diverse ore” anche se “le trattative non porteranno a una soluzione nelle prossime ore o nei prossimi giorni”. Per ora “è troppo presto” fa sapere. Poi ribadisce la posizione dell’Occidente: “Continuare a fornire armi difensive e letali all’Ucraina, in un quadro di piena efficienza, ma con la linea rossa che continua a essere non cobelligerante”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.