A una settimana dall’arresto del boss Matteo Messina Denaro, finisce in carcere anche il geometra Andrea Bonafede, l’uomo che avrebbe prestato al capomafia la sua identità e che gli aveva comprato una casa a Campobello di Mazara, piccolo comune in provincia di Trapani dove nel corso degli ultimi giorni sono stati trovate diverse abitazioni-covo utilizzate dall’ultimo stragista di Cosa Nostra.

Bonafede è stato arrestato dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani su richiesta, accolta dal Gip, da parte della procura di Palermo. Era a casa della sorella nella frazione di Tre Fontane, sempre a Campobello di Mazara. Dovrà rispondere di associazione mafiosa. Per gli investigatori avrebbe favorito la latitanza dell’ultimo padrino delle vecchia Cosa Nostra.

Nella misura cautelare, il gip Alfredo Montalto scrive che Bonafede sarebbe “un uomo d’onore riservato“. Nel provvedimento si legge: “Si è in presenza, in sostanza, sia pure, in termini di gravità indiziaria di un’affiliazione verosimilmente riservata di Bonafede per volontà del Messina Denaro”. Secondo il gip Bonafede “ha in concreto, fornito un apporto di non certo secondaria importanza per le dinamiche criminose dell’associazione mafiosa della provincia di Trapani, avendo così consentito a Messina Denaro, non soltanto di mantenere la sua latitanza, ma soprattutto, anche mediante la sua presenza nel territorio, di continuare ad esercitare il ruolo direttivo dell’organizzazione mafiosa“.

Bonafede ha 59 anni ed è nipote di un vecchio capomafia, Leonardo Bonafede, deceduto nel 2020 all’età di 88 anni. Seguendo i suoi movimenti e le sua abitudini i carabinieri del Ros sono riusciti ad arrivare a Messina Denaro. Il nome di Bonafede era infatti emerso in uno screening sui malati oncologici. Da qui il Raggruppamento Operativo Speciale ha avviato ulteriori indagini, scoprendo anche nel corso di un intervento chirurgico avvenuto nel maggio 2021 alla clinica La Maddalena che il vero Bonafede era a casa sua, mentre in ospedale c’era il superlatitante, alle prese con un tumore al colon con metastasi al fegato.

Era di Andrea Bonafede la carta d’identità trovata in possesso di Messina Denaro lunedì scorso, 16 gennaio, quando è stato arrestato all’esterno della clinica ‘La Maddalena’ a Palermo. Ai magistrati, lo stesso giorno, aveva spiegato di aver avuto un incontro” per strada, a Campobello di Mazara, con il suo vecchio amico di gioventù, più o meno un anno fa”.

Appartiene a Bonafede anche l’appartamento di via Cb31, a Campobello di Mazara, dove il boss ha vissuto negli ultimi mesi e dove i carabinieri hanno trovato oggetti e documenti. Bonafede la scorsa settimana ha spiegato ali inquirenti di avere acquistato l’appartamento con i soldi che gli erano stati dati da Messina Denaro, 15mila euro in contati in banconote da 50 euro.

 

 

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