Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un inchiesta della procura di Paola per reati societari e bancarotta. Secondo quanto si apprende, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini. Ferrero è stato trasferito in carcere, mentre per altre cinque persone sono stati disposti i domiciliari. Tra gli arrestati anche Giorgio e Vanessa Ferrero (cui viene contestato lo stesso reato di bancarotta di cui è accusato il padre) , rispettivamente nipote e figlia di Massimo Ferrero che sono finiti agli arresti domiciliari e di cui è stata perquisita anche la casa; insieme anche all’autista. Tra i destinatari del provvedimento del gip del tribunale ci sarebbero anche due manager.

A seguito dell’inchiesta che ha portato al suo arresto il club ligure in una nota fa sapere che “Massimo Ferrero, proprio per tutelare al meglio gli interessi delle altre attività in cui opera, e in particolare isolare anche ogni pretestuosa speculazione di incidenza di un tanto rispetto all’U.C. Sampdoria e al mondo del calcio, intende formalizzare le dimissioni immediate dalle cariche sociali di cui sinora è stato titolare“.

Nell’ordinanza del gip in riferimento alla figlia del presidente della Sampdoria, Vanessa Ferrero, ora agli arresti domiciliari  si legge: ”Con ripetuti prelevamenti dai conti bancari nella disponibilità della Elleemme Group srl, sia in contante che a mezzo assegni – Vanessa Ferrero ndr. -, distraeva l’importo di 740mila euro, il tutto allo scopo di procurare a sé o ad altri ingiusto profitto e recare pregiudizi ai creditori”.

L’avvocato di Ferrero, Pina Tenga: “Non so neanche dove sia il mio assistito. Doveva essere a San Vittore ma alle 15 in carcere non c’era. Ha problemi di salute, stiamo aspettando che lo portino qui a casa a Roma per la perquisizione, ma non so nulla, la guardia di Finanza non mi dà informazioni” ha detto all’AdnKronos. “Ho chiesto formalmente se era possibile portare qui a Roma il presidente Ferrero per la perquisizione – spiega il legale – ma ho qui in mano il provvedimento di rigetto della procura di Paola con il quale mi è stato comunicato che, per quanto riferito dalla Guardia di Finanza in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, il presidente Ferrero avrebbe detto di avere problemi di salute e quindi si preferisce non trasferirlo“. “Il presidente ha un’ipertensione – aggiunge -, quindi chiaramente l’avrà detto, se poi non è trasportabile per problemi di salute gravi, mi preoccupa, visto che non so dove sia. Nessuno sa niente, né io, né la moglie né i figli sappiano dove sia”.

Tenga aveva presentato un’istanza ai magistrati affinché possa essere trasferito a Roma per consentirgli di assistere alla perquisizione e procedere all’apertura di una cassaforte all’interno di un’abitazione. Il legale ha anche detto che il suo cliente è stato “prelevato in albergo come un delinquente”. L’arresto, precisa, “è attinente a fallimenti avvenuti quattro anni fa”.

L’arresto Ferrero, avvenuto in un albergo di Milano questa mattina, è legato al fallimento di quattro società nel settore alberghiero, turistico e cinematografico con sede in provincia di Cosenza. Lo ha confermato a LaPresse il legale, Giuseppina Tenga, che ha ribadito l’estraneità del club ligure nell’inchiesta della procura calabrese di Paola.

Nei giorni scorsi, erano emerse indiscrezioni su una nuova indagine per bancarotta fraudolenta sul patron del club doriano. Come riportato da Repubblica, Ferrero era stato inizialmente indagato, in riferimento alla cessione del centrocampista Pedro Obiang nel 2015 dalla Sampdoria al West Ham per 6,5 milioni di euro (i cui soldi erano stati utilizzati per operazioni al di fuori del club), con le accuse di dichiarazione fraudolenta, riciclaggio e truffa, ma era stato assolto.

Tuttavia, i pm hanno spulciato gli atti relativi ai concordati delle aziende di Ferrero, contestando un altro reato: la bancarotta fraudolenta. Accusa nata dopo aver analizzato vari passaggi degli accordi di fallimento relativi ad alcune aziende del presidente della Sampdoria. Il 2 ottobre 2014 infatti somme consistenti sarebbero arrivate direttamente a Massimo Ferrero, denaro che secondo gli inquirenti sarebbe stato mascherato dietro “conciliazioni lavorative ideologicamente false”, che in realtà sarebbero “prive di fondamento”. In questo modo sarebbero state svuotate le casse della società.

Potrebbe essere un colpo duro da digerire per i blucerchiati di D’aversa che non stanno vivendo il momento migliore del campionato, come confermato dal ko interno contro la Lazio che ha ulteriormente riscaldato la panchina del tecnico ex Parma a rischio esonero. La marcia d’avvicinamento al derby contro il Genoa dunque non inizia nel migliore dei modi anche alla luce dell’arresto del patron stuzzicato proprio ieri sul futuro del tecnico ribadendo la sua fiducia.

Contestatissimo dalla tifoseria sampdoriana, ha spesso e volentieri conquistato l’attenzione per atteggiamenti e dichiarazioni sopra le righe e per così dire senza filtri. Da tempo infatti gli stessi supporter della Samp non vedono di buon occhio il proprio presidente: in città infatti non è difficile incappare in adesivi con la scritta “Ferrero parassita”, che ritraggono il volto dell’imprenditore. Ma anche molte fanzine blucerchiate hanno usato questo aggettivo per rivolgersi al presidente della società, criticandolo su diversi fronti. Seppur la Samp sia estranea alla vicenda che ha portato all’arresto del presidente, i tifosi infatti non perdonano “passi falsi” a Ferrero, a partire dalla trattativa per la cessione naufragata col gruppo Vialli. Venerdì intanto arriva il derby della Lanterna e il clima è già incandescente.

Non è la prima volta che per lui si aprono le porte del carcere, visto che già in un’intervista televisiva di qualche anno fa ‘er viperetta’ dichiarò di essere finito in una struttura già in giovanissima età: “Avevo 14 anni e andai in un carcere minorile. Mia madre mi passava sigarette di contrabbando. Una storia adolescenziale, visto che stavo con una ragazzina figlia di un vigile che non approvava la nostra relazione, era un malato di mente. Gli diedi uno schiaffo quando mi fermò col motorino e mi portò in carcere”.

Sabato aveva dichiarato all’AdnKronos “Dopo otto anni di sacrifici, lavoro, passione, perché io, oltreché un presidente, mi considero un grande tifoso della Sampdoria, ma anche di attacchi personali, spesso calunniosi e critiche pesanti, che io ritengo ingiustificate, comincio ad essere stanco. Non della società, di fare il presidente ma della cattiveria nei miei confronti”.

“Acquirenti all’orizzonte? Magari. Non ce ne sono. Fatemeli conoscere. Presentatemeli. Io ho fatto e continuo a fare il massimo – aveva detto Ferrero a ‘La Repubblica’ riguardo la cessione dei blucerchiati –. Ma se qualcuno è in grado di dare più luce di me alla Sampdoria, si faccia avanti, sono pronto ad ascoltarlo. E, nel caso, a passare la mano. Naturalmente a condizioni eque. Dando il giusto valore alla società”.

(In aggiornamento)

Redazione