L’autocertificazione non andrà in pensione dopo il 18 maggio, quando è previsto un nuovo allentamento delle misure restrittive, con riapertura per bar e ristoranti e (forse) la possibilità di visitare anche gli amici oltre che ai congiunti. Su quest’ultimo punto la conferma per una luce verde alla riconquista della socialità potrà arrivare con i dati sulla curva del contagio che saranno disponibili tra giovedì e venerdì, se il trend rimarrà quello registrato negli ultimi giorni. E’ l’ipotesi su cui il governo e la maggioranza si stanno interrogando. Diversi i distinguo ma sul punto c’è la possibilità concreta che si arrivi a una fase più “permissiva” per i cittadini, costretti a due mesi di dure restrizioni, soprattutto sociali. Potrebbe essere quindi eliminato dal nuovo Dpcm il cosiddetto ‘vincolo dei congiunti’ (quindi fino al sesto grado di parentela), che, si ragiona tra chi nella maggioranza è propenso a questo cambiamento, striderebbe con la nuova fase di ripartenza o di riapertura.

Il piano sul quale sta ragionando il Governo Conte in vista di lunedì è di eliminare l’obbligatorietà dell’autocertificazione per uscire di casa, col documento che sarà ancora necessario nel caso di movimenti fuori regione per urgenza, lavoro o necessità sanitaria. Regioni ed esecutivo sono al lavoro per trovare la quadra anche su questo punto, col pressing dei governatori per consentire gli spostamenti tra regioni già dal prossimo 1 giugno, ma una parte della maggioranza vorrebbe limitare questa possibilità solo tra le regioni a basso contagio, escludendo di fatto territori come Lombardia, Piemonte e Liguria.

Parlando al question time alla Camera oggi pomeriggio, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha spiegato che le linee guida per la Fase 2 “saranno trasmesse alle Regioni questa sera. Si tratta di indicazioni che il governo dà per una tutela rigorosa ed esclusiva sul lavoro”. “L’Italia è un malato in condizioni migliori di prima. Ma è pur sempre un malato, che non può permettersi ricadute”, ha spiegato Boccia, che ha sottolineato come prima di giugno non ci si sposterà tra regioni e che ogni valutazione è rimandata a fine maggio. In ogni caso, ha aggiunto, “sarà più facile garantire una relazione tra regioni a basso rischio, sarà molto più complicato consentire il passaggio di cittadini da una regione a basso rischio ad una ad alto rischio”.