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Autonomia Veneto, da 23 materie a 4: che cosa c’è nelle intese
Il 22 ottobre 2017 votò il 57,2 per cento dei veneti, e il 98,1 per cento disse sì a “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”. Giovedì prossimo saranno nove anni. Allora la Regione ragionava su ventitré materie, un dossier per ciascuna; le intese firmate martedì ne riguardano quattro, e in forma parziale. La Corte costituzionale, con la sentenza 192 del 2024, ha stabilito che si possono trasferire singole funzioni, non intere materie, e che ogni richiesta va giustificata con le caratteristiche del territorio che la avanza.
Su questo punto si sono concentrati i rilievi dell’Ufficio parlamentare di bilancio, ascoltato il 30 giugno. Le richieste di Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria sono identiche e riferite alle stesse funzioni, benché le quattro Regioni insieme superino il 40 per cento della popolazione delle Regioni ordinarie: se le esigenze coincidono, osserva l’Upb, potrebbero riguardare l’intero sistema regionale ed essere affrontate senza differenziare. Molte facoltà, aggiunge, sono già esercitabili con le norme vigenti. Mancano indicatori definiti in anticipo per misurare i benefici attesi, e l’ampiezza delle funzioni potrebbe generare incertezze applicative e nuovo contenzioso costituzionale.
Qualcosa di concreto c’è. Sulla previdenza complementare la Regione punta a rafforzare i fondi integrativi affidando un ruolo specifico a Veneto Welfare. L’Upb segnala però che una maggiore diffusione di fondi sanitari e previdenziali, fiscalmente agevolati, potrebbe incidere nel tempo sul gettito dello Stato. Il 3 settembre, a Palazzo Ferro Fini, le critiche erano arrivate da direzioni opposte. Il centrosinistra ha ricordato alla maggioranza le promesse del 2017; Resistere Veneto, da posizioni autonomiste, ha giudicato il risultato inferiore alle attese dei veneti. La Lega risponde che si procede per gradi e che il Veneto è arrivato primo. Le tre letture possono convivere. Zaia ha sempre ripetuto che il Veneto non rinuncia alle ventitré materie: per molte delle altre servono prima i livelli essenziali delle prestazioni, e una data non c’è ancora.
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