Alessandro Orsini finisce nuovamente al centro delle polemiche, anche politiche, per un suo intervento in Rai. Il professore di Sociologia del terrorismo internazionale dell’Università Luiss di Roma, noto per le sue posizioni ‘ambigue’ sulla guerra in Ucraina, ha spinto addirittura il direttore di Rai3 Franco Di Mare a “dissociarsi” dal programma di approfondimento ‘Cartabianca’ dopo alcune dichiarazioni quantomeno infelici di Orsini in trasmissione.

Il professore, già finito nel mirino per il contratto da 12mila euro per essere ospitato in Rai, poi cancellato sulla scia delle polemiche per le posizioni di Orsini, ha fatto discutere per alcune dichiarazioni sulla guerra in Ucraina e sul ruolo dei bambini nel conflitto.

In un passaggio Orsini spiega infatti che ragionando “in un’ottica umanitaria, preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che muoiano sotto le bombe in una democrazia. Per quando sia innamorato della civiltà liberale e abbia sempre promosso i valori del liberalismo – aggiunge Orsini – per me la vita umana, la vita dei bambini, è  più importante della democrazia e della libertà, anche perché un bambino anche in una dittatura può essere felice, perché un bambino può vivere dell’amore della famiglia”.

Parole che hanno scatenato il dibattito social, tra accuse e insulti nei confronti del professore della Luiss. Lo stesso Orsini è poi tornato sulle sue parole a ‘Cartabianca’, controbattendo così: “È sfiancante, ma provo ugualmente ad arginare. Ieri sera a CartaBianca non ho detto che voglio che i bambini vivano sotto una dittatura. Questo è assolutamente falso. Ho detto che preferisco che i bambini vivano in una dittatura piuttosto che sotto le bombe per esportare la democrazia occidentale. Ho poi aggiunto che un bambino può essere felice sotto una dittatura, ma non può esserlo sotto le bombe. In sintesi, preferisco che i bambini vivano in democrazia. Ma se l’alternativa è tra le bombe democratiche sulla testa dei bambini e la dittatura, che però assicura la pace sociale, preferisco, per i bambini e non per me, la dittatura. Questo non toglie che sarei pronto a combattere per difendere la democrazia italiana. Certi salti logici sono soltanto distorsioni e strumentalizzazioni. Il fatto che non voglia la guerra per i bambini siriani non implica logicamente che non sarei disposto a battermi per difendere la democrazia contro un invasore o che io non apprezzi i partigiani italiani che hanno combattuto contro il nazi-fascismo”.

Direttore di Rai3 si dissocia

Una spiegazione che evidentemente non è bastata al direttore di Rai3 Franco Di Mare. Interpellato dall’Ansa sulle dichiarazioni di Orsini a ‘Cartabianca’, il giornalista le ha definite “affermazioni riprovevoli, assolutamente incondivisibili, di cui il professor Orsini si assume naturalmente la responsabilità: è superfluo dire che Rai3 prende le distanze. Ma quello che è avvenuto è la dimostrazione che ormai il talk è un modello da ripensare, se il risultato cercato è unicamente quello dell’effettaccio a tutti i costi, magari nel tentativo di aumentare di mezzo punto lo share

Lungo questa china – aggiunge Di Mare – si può rischiare di arrivare a mettere a confronto la testimonianza di un sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti con l’opinione di un negazionista, in osservanza a un’idea distorta e malata del pluralismo delle posizioni“.

La polemica con Berlinguer

Parole durissime che colpiscono ovviamente anche la ‘padrona di casa’ di ‘Cartabianca’, Bianca Berlinguer. Quest’ultima aveva già polemizzato con la scelta della rete di annullare il contratto di collaborazione con Orsini, sentendosi scavalcata da una decisione che non l’aveva coinvolta.

Ora le dichiarazioni del direttore di Rai3 aprono un nuovo fronte di scontro. La giornalista e conduttrice definisce infatti “bizzarro” che Di Mare prenda le distanze da una trasmissione della stessa rete che dirige “perché non condivide le opinioni espresse, all’interno di un dibattito plurale, da uno degli ospiti. Opinioni, per altro, contestate assai efficacemente da altri presenti in studio. E trovo ancora più eccentrico che le idee del direttore di rete sulla concezione del pluralismo e sulle sue regole vengano comunicate a un’agenzia di stampa, senza che, ancora una volta, la stessa conduttrice sia stata consultata in merito”.

Redazione