Istigazione a delinquere con l’aggravante di utilizzo di strumenti informatici e istigazione a disobbedire alle leggi. Sono i reati contestati a 17 affiliati al canale Telegram ‘Basta Dittatura’, uno dei centri di diffusione della propaganda no vax e no Green pass che da mesi sta portando nelle piazze italiane migliaia di manifestanti contrari al vaccino e al certificato verde.

Questa mattina sono state infatti eseguite da parte della Polizia di Stato di Torno le perquisizioni, in diverse città d’Italia, nei confronti degli attivisti coinvolti nell’inchiesta guidata dai magistrati specializzati della Procura della Repubblica di Torino, gruppo terrorismo ed eversione, con la partecipazione diretta dei Compartimenti Polizia Postale e delle Digos territoriali, sotto il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

L’accusa nei confronti dei 17 indagati è di aver partecipato alle chat del noto canale Telegram istigando sistematicamente all’utilizzo delle armi e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi.

Altri obiettivi ricorrenti nel gruppo erano inoltre le forze dell’ordine, medici, scienziati, giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di ‘asservimento’ e ‘collaborazionismo’ con la ‘Dittatura’ in atto. Presa costantemente di mira con pesanti insulti anche tutta quella parte di popolazione che, vaccinandosi e osservando le regole di protezione personale, ha accettato di rendersi ‘schiava’ dello Stato.

Gli indagati, tutti tra i maggiori ‘attivisti’ del canale, facevano espliciti riferimenti, secondo gli inquirenti, a ‘impiccagioni’, ‘fucilazioni’, ‘gambizzazioni’, oltre ad allusioni dirette a ‘nuove marce su Roma’ ed al terrorismo. Non solo: tra gli identificati odierni ci sono anche soggetti che avevano promosso blocchi autostradali e ferroviari nonché attivisti resisi protagonisti di aggressioni di piazza alle forze dell’ordine impiegate per i servizi di ordine pubblico.

Un provvedimento, quello odierno, che non sorprende: il canale Telegram ‘Basta Dittatura’, che nel tempo ha raccolto decine di migliaia di iscritti, era già stato oggetto di un provvedimento giudiziario di sequestro nonché della decisione di chiusura da parte della stessa società in considerazione della gravità dei contenuti pubblicati.

Come riferito dagli investigatori, molti dei perquisiti odierni erano già noti alle forze dell’ordine sia per aver aderito a posizioni estremiste sia per precedenti reati quali resistenza a pubblico ufficiale, furto, rapina, estorsione e in materia di stupefacenti. Tra gli indagati figurano però anche soggetti incensurati caduti nella spirale dell’odio online.

Ad essere coinvolte nell’operazione della magistratura di Torino sono 16 città, tra cui Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino, Varese.

L’inchiesta che ha portato alle perquisizioni è stata immediatamente commentata e criticata su altre chat no vax che costellano l’universo di Telegram. “Che vergogna! Ormai siamo sotto dittatura conclamata…non si può più manifestare che ti perseguitano…mentre ladri spacciatori e corrotti sono tutti fuori”, è uno dei commenti riportato da AdnKronos. “Ci stanno dando la caccia su questo canale, perché questo canale fa uscire fuori la verità“, si legge in qualche altro commento. Dito puntato contro il Governo, reo di ‘mentire’ su covid e vaccini, e le persone che continuano a vaccinarsi. “Anche i vaccinati stanno capendo come stanno veramente le cose – scrive un altro – non potranno fermare un intero popolo”. C’è chi propone di entrare nelle stazioni ferroviarie in tutta Italia, rigorosamente senza mascherina, e di salire a bordo del primo tremo utile per ‘recarsi a Roma’ e chi, invece, suggerisce come forma di protesta di entrare in massa “a gruppi di centinaia di persone alla volta” nei centri commerciali, sempre senza mascherina.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia