Dopo cinque giorni di nuovi casi in continua crescita, scende il numero di nuovi positivi al Covid-19 in Italia. È quanto emerge dal bollettino pubblicato dal Ministero della Salute: nelle ultime 24 ore sono 192 i nuovi casi, contro i 235 di sabato. Il numero totale di casi registrati dall’inizio del monitoraggio arriva così a 241.611. Dei nuovi contagiati 98 casi sono in Lombardia, il 51,04% del totale in Italia.

La discesa dei nuovi contagi deve far fronte però al calo drastico del numero di tamponi effettuati, 37.472 nelle ultime 24 ore rispetto ai 52.011 di sabato. Sono invece sette i decessi registrati, meno dei 21 di sabato, col dato che sale a 34.861 vittime dall’inizio dell’epidemia.

Guariti e dimessi crescono di 164 unità e in totale sono 192.108. Gli attualmente positivi registrati dal Ministero sono 14.642, dei quali 13.623 in isolamento domiciliare, 945 ricoverati con sintomi e 74 in terapia intensiva, 3 in più rispetto a sabato.

Nelle ultime 24 ore non si registrano casi in Basilicata, Molise, Calabria, Valle d’Aosta, Umbria, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Provincia autonoma di Trento.

SPERANZA ANNUNCIA STRETTA PER CHI RIFIUTA CURE – Su chi rifiuta le cure, come accaduto in provincia di Vicenza ad un imprenditore 64enne, contagiato in Serbia e ora in condizioni gravi ma stabili in ospedale, a cui sono legati altri cinque casi, il ministro della Salute Roberto Speranza non transige: “È un comportamento inaccettabile. Su questo è giusto essere durissimi. Sto valutando con il mio ufficio legislativo l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa“.

Il ministro mette quindi in guardia: “Il virus circola ancora. Finché sarà così, non potremo considerare il pericolo alle spalle. Lavoriamo ogni giorno perché non si torni mai più al livello di sofferenza di marzo. Per questo, su ogni atto, seguo il principio della massima prudenza”. Vietato abbassare la guardia, tanto che il titolare della Salute confessa: “Ho il terrore di vanificare gli enormi sforzi fatti durante il lockdown”. Mentre, a proposito del rientro in aula dopo l’estate, ecco la ‘ricetta’ di Speranza: “Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica. Un monitoraggio costante”.