Con Lorenzo Guerini eletto presidente del Copasir l’asse Pd-Movimento 5 Stelle prova a rinsaldarsi. Se l’esponente dem, ex ministro della Difesa ed elemento di spicco della corrente di ‘Base Riformista’, guiderà il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, un esponente del partito pentastellato dovrebbe ritrovarsi a capo della Vigilanza Rai.

Ma il condizionale è d’obbligo perché il Terzo Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda starebbe lavorando sottotraccia per lanciare un loro candidato (il nome caldo è quello di Maria Elena Boschi) alla guida della Commissione di controllo sulla tv pubblica, per prassi assegnata ad esponenti dell’opposizione.

Guerini è stato eletto presidente “a larga maggioranza”, come riferisce il deputato del Copasir Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), a sua volta nominato vice presidente. Eletto segretario invece a Ettore Rosato di Azione-Iv, la cui candidatura sarebbe stata votata anche dalla maggioranza, con un’operazione – sottolinea l’agenzia LaPresse – che potrebbe preludere a un’offensiva di Carlo Calenda e Matteo Renzi sulla Vigilanza Rai. Un primo, vero, segnale lanciato a Conte.

Offensiva alla quale i due ex esponenti del Pd lavorano da tempo. Una manovra volta a contrastare l’asse tra i dem e i cinque stelle che li ha tagliati fuori dalla corsa per le nomine spettanti all’opposizione a Montecitorio e palazzo Madama. L’obiettivo è quello di lanciare un loro candidato a presidente della Vigilanza da far votare alla maggioranza di centrodestra beffando il M5S. E il nome più accreditato sarebbe quello di Maria Elena Boschi. Il nodo non dovrebbe sciogliersi prima della prossima settimana: nei prossimi giorni, forse già domani, dovrebbe arrivare l’indicazione dei componenti mancanti da parte dei gruppi parlamentari.

Poi la commissione parlamentare potrà riunirsi. Fonti parlamentari danno ancora per favorito il vicepresidente del Movimento Riccardo Ricciardi, sui cui punta Giuseppe Conte. Sembra invece tramontata l’ipotesi dell’ex ministro Stefano Patuanelli, anche perché la presidenza spetterebbe per convenzione a un deputato, dopo il mandato del senatore Alberto Barachini (FI) che ha chiuso la precedente legislatura. Ma tra i nomi plausibili ci sono anche quelli dell’ex viceministra Alessandra Todde e quello, ormai dato per superato, della ex sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Redazione