C’è aria di ‘maretta’ tra Roberto Burioni e il San Raffaele di Milano. Il virologo e professore ordinario all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano è stato infatti duramente ripreso dal Gruppo San Donato, proprietario della struttura sanitaria, per le sue ultime considerazioni sul virus.

Nella giornata di martedì Burioni si era scagliato su Twitter contro i negazionisti del virus: “Alcuni dicono che i pronto soccorso sono affollati da persone in preda al panico, e può essere vero. Ma quelle centinaia di persone che finiscono ogni giorno al cimitero a causa di COVID-19, sono spinte dal panico?”, si interrogava Burioni chiedendo “basta bugie”.

A stretto giro, in serata, è arrivata però una dura ‘censura’ da parte del Gruppo San Donato, che in una nota ha preso le distanze dal virologo, da tempo in prima linea nella ‘battaglia’ contro i negazionisti del Covid. “In merito al tweet postato questo pomeriggio dal professor Roberto Burioni, nel quale si fa riferimento ai pronto soccorso, il Gruppo San Donato e l’università Vita-Salute San Raffaele si discostano dal pensiero del professore, in quanto le sue considerazioni sono del tutto infondate dal momento che non è a conoscenza della realtà clinica che si vive nei pronto soccorso e nei reparti Covid”, si legge nella nota in cui non manca l’invito a Burioni “pur riconoscendo l’autonomia di espressione, a considerazioni più rispettose della verità e del lavoro altrui”.

Secondo un retroscena di Repubblica, la risposta del Gruppo San Donato a Burioni deriva da una precisa strategia mediatica scelta dalla comunicazione interna del gruppo e specificata in una mail del 2 novembre. Al suo interno si parlerebbe di “messaggi chiave condivisi con Paolo Rotelli”, presidente del Gruppo San Donato, il cui scopo deve essere quello di rassicurare i cittadini perché “le scelte fatte finora dal governo sono tutte ragionevoli e i numeri lo stanno dimostrando”.